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venerdì 8 gennaio 2010

Mourinho: "Non siamo in emergenza. Ingiusta la multa a Balotelli".

Domani sera Inter e Siena si affronteranno a San Siro per l'ultima giornata di andata del campioanto di Serie A. duqnue posticipo serale per l'Inter e quindi conferenza della vigilia anticipata al venerdì. e così Mourinho ha già parlato, come sempre tante le domande dei giornalsiti ma qusta volta i temi maggiormente affrontati sono stati il calciomercato, il caso Balotelli e  naturalmente la partita di domani sera. Ecco le dichiarazioni integrali del tecnico portoghese.

Cosa significa essere campioni d'inverno per Mourinho?
"Nulla. Le statistiche servono a poco, i campioni d'inverno non esistono, esistono solo in Russia dove il campionato finisce in inverno, in Europa non ci sono campioni d'inverno. Però, mi piace avere un vantaggio che ci permette di dire oggi che domenica sera l'Inter in ogni caso sarà leader, questo ci dà tranquillità. E se noi vinciamo col Siena, come dicevo prima, saremo ancora più tranquilli. Campioni d'inverno non lo scrivo di certo nel mio curriculum vitae".

Nonostante il momento d'emergenza per i molti indisponibili, si può dire che la squadra ha risposto lo stesso molto bene?
"È vero, la squadra ha risposto bene. Ed è vero che non è un momento facile per noi, perché abbiamo tanti giocatori che non sono a disposizione, ma la risposta di chi è a disposizione e di chi è entrato in squadra al momento dell'emergenza è stata molto molto positiva, ottima, e questo ci dà fiducia, dà fiducia a me e dà fiducia a tutti, anche ai giocatori che sono in squadra e vedono arrivare qualcuno che non gioca da tanto tempo. A Verona Materazzi non giocava da tanto tempo, è entrato a freddo, eppure ha fatto 40 minuti di grande qualità per noi. Cordoba nella sua vita ha forse giocato una o due volte come terzino sinistro, eppure ha giocato in quel ruolo a Verona e ha giocato molto bene. Vieira ha giocato molto bene. Insomma, tutti quelli che arrivano fanno il loro, e per questa ragione la squadra, nonostante i tanti giocatori fuori, risponde sempre come squadra, e domani non è diverso. Avremo in panchina Crisetig, Alibec per la prima volta, Donati per la seconda volta, Stevanovic per la seconda volta, nessuno di loro ha mai esordito in serie A, solo Donati ha giocato la gara di Tim Cup contro il Livorno, e per questa ragione siamo in difficoltà. Però eravamo in difficoltà a Verona e la risposta è stata positiva. E spero altrettanto domani che giochiamo a San Siro, affrontando il freddo e magari anche la pioggia o la neve, ma con i nostri tifosi con noi: quindi abbiamo tutti i motivi per essere ottimisti".
Come affronta l'Inter questa gara con il Siena?
"Ricordo che l'anno scorso, con l'Inter prima e il Torino ultimo, a San Siro abbiamo perso due punti facendo 1-1, e per poco non ne abbiamo persi tre. Quindi mi sento di dire che tutte, anche quella contro il Siena di domani, sono partite difficili, complicate, anche perché la classifica del Siena è bugiarda, come lo è il risultato di Siena-Fiorentina 1-5. Il Siena è una squadra che ha avuto prima di Malesani un grande allenatore, che ha fatto un lavoro fantastico a Siena e ha lasciato una squadra di qualità. Poi è arrivato Malesani e la squadra subito ha iniziato a fare risultati positivi, ha vinto due partite in casa, ha fatto delle buone partite fuori: per questo dico che la sconfitta contro la Fiorentina non c'entra con la realtà di questa squadra. Secondo me quella di domani è una partirta difficile, e bisogna affrontarla molto bene. Io voglio guardare Juventus-Milan nello stesso modo in cui ho guardato dal pullman Parma-Juventus e poi da casa Milan-Genoa, cioè con tranquillità, senza nessuna preoccupazione, senza pressione, e questo è possibile solo se vinciamo la nostra gara. Se noi vinciamo contro il Siena, domenica sarà molto piacevole guardare Juventus-Milan".
Pensa che adesso sia necessario tornare sul mercato?
"Prima di tutto voglio dire che la fortuna è importante. Aver perso Materazzi e aver recuperato Samuel ci lascia in uno stato di equilibrio, mentre perdere Chivu e non avere Santon no, già è più difficile, come è stato difficile nella partita scorsa non avere tutti quei giocatori a centrocampo. Ma con un po' di fortuna l'equilibrio si trova, non si perde. Per esempio, contro il Siena non abbiamo Cambiasso, Muntari e Vieira però tornano Stankovic e Motta. È senza la fortuna che è un problema. Suazo è andato però Pandev è un giocatore con qualità diversa, che dà qualità alla squadra. Amantino Mancini non sappiamo ancora se andrà via o meno, però se va, fra Quaresma e le piccole evoluzioni che sta dimostrando Arnautovic e Pandev che può giocare sulla fascia, non ci saranno problemi. Per quanto riguarda Vieira, se abbiamo tutti i giocatori di centrocampo a disposizione non è un gran problema, però lo è adesso. Mancano cinque mesi per finire il campionato, ma io sono d'accordo che non si può fare niente né oggi né domani con supervelocità, si deve valutare la situazione con tranquillità, e alla fine del mese vedremo se qualcosa di equilibrato e facile da fare si può fare, perché sicuramente un grande affare, una cosa di grandi dimensioni, non lo faremo, e sotto questo punto di vista sono d'accordo con il presidente che il club ha lavorato bene in estate e dobbiamo vedere come stanno le cose".
Ma non è un po' rischioso affidarsi alla fortuna?
"Io più che affidarmi solo alla fortuna mi affido alla nostra capacità di squadra di rispondere alle difficoltà. A Verona non avevamo un terzino sinistro però Cordoba ha giocato lì e ha fatto un gran lavoro per noi. È così: domani non avremo un terzino sinistro, ma avremo Zanetti, Samuel, a disposizione per dare tutto. Non mi affido solo alla fortuna, mi affido anche a questo spirito di squadra che è molto positivo, spirito di chi vuole dare tutto. Io scherzavo ieri dicendo che Pandev avrebbe potuto fare il terzino sinistro, ma in caso di emergenza di può fare tutto, come ha fatto Muntari. Perché la squadra è più importante dei singoli, per questa ragione abbiamo un gruppo fantastico. Preferirei avere un giocatore per equilibrare la situazione e lasciare tutti un po' più tranquilli però sono io il primo a dire che la società a lavorato bene in estate, ha continuato a lavoare bene con l'arrivo di Pandev, e se non arriva nessuno, non arriva nessuno, va bene lo stesso".
Che impatto avrà secondo lei Patrick Vieira con la Premier League?
"Per lui sarà facile perché sarà un ritorno a casa, in un campionato dove ha giocato molti anni, per lui sarà molto facile. Tanto più che ci va in un momento in cui sta bene, perché ci sono stati momenti qui in cui ha avuto purtroppo un infortunio al mese, in cui non riusciva a giocare due partite consecutive, in cui era difficile che arrivasse al suo vero livello di intensità, a un livello di intensità da giocatore top, mentre quest'anno ha avuto 'zero infortuni', non ha saltato neanche un allenamento, non ha avuto nessun infortunio, è sempre stato a disposizione e nell'ultima partita ha dimostrato che sta davvero molto bene. Detto questo, il resto è un problema di Roberto Mancini, un problema del Manchester City, se giocherà di più o di meno rispetto a qui, se il sistema tattico sarà per lui più facile o più difficile, se avrà più o meno successo. Per quanto mi riguarda, è un giocatore che mi mancherà, quello che dato alla squadra mi mancherà, perché non sempre sono solo i titolari ad essere fondamentali. Ci sono giocatori che sono fondamentali anche se non sono titolari sempre e la società ha detto quello che c'era da dire, lui merita di essere felice, merita il nostro rispetto".
Che opinione si è fatto del verdetto del Giudice Sportivo su Mario Balotelli?
"In questo momento non mi sorprende più nulla, mi aspetto di tutto. Un giocatore che durante una gara sente un'atmosfera negativa intorno a lui e fa lo stesso una bella partita, una partita corretta, che prende un giallo ma un giallo 'naif' come tutti i suoi gialli, gialli non per fare un gran 'casino', e poi esce dal campo facendo un applauso di tre secondi, che non è una cosa assolutamente violenta, non mi sembra sia giusto che debba prendere una multa, non è giusto, non mi sembra che sia una multa che lo aiuta nella sua crescita. Quello che invece Mario ha fatto che non mi è piaciuto è stato l'aver generalizzato parlando di Verona, infatti il giorno dopo si è scusato. Altra cosa non giusta che è accaduta, oltre alla multa a Balotelli, è che i miei collaboratori - che neanche si trovavano sulla panchina principale ma erano su quella a fianco e sono rimasti in campo per novanta minuti, cosa che vuol dire che nulla di speciale hanno fatto - siano stati squalificati e multati, non lo capisco, davvero non lo capisco, però con noi sono spesso successe cose strane, ricordate Maicon costretto a saltare la gara con la Juventus? Per questo queste cose non mi sorprendono più, però non è un problema".
Cosa ne pensa del fatto che dopo il match di Verona sia stata multata solo l'Inter e non altrettanto sia accaduto col Chievo?
"L'unica cosa che mi sento di dire è che l'ideale per noi è che i tifosi dell'Inter, di una società che ha un nome grande nella storia, a livello internazionale, di un club aperto a tutti, con tanti giocatori di origine africana, dove noi guardiamo a manifestazioni anche piccole del nostro pubblico come a manifestazioni di un pubblico che non sembra il nostro. Alcune cose non sono da Inter. E se gli altri le fanno contro i nostri giocatori, non significa che noi dobbiamo fare lo stesso con i giocatori avversari. Per questa ragione mi aspetto che nel fututo, sia a San Siro sia quando giochiamo fuori, qualche giocatore non senta mai quello che sentono Mario e Muntari. L'Inter è questo. Comunque non capisco perché i nostri tifosi sono stati trattati in un modo e gli altri no. Questa è la stessa domanda che mi ponevo prima. Io stesso vedo un arbitro parlare con tranquillità con la panchina vicina alla mia, mentre io vengo guardato da 50 metri di distanza e subito corrono per mandarmi fuori. È la stessa situazione, la differenza tra uno e l'altro. Lo stesso è accaduto con i nostri tifosi".
Ritornando al discorso di Balotelli, come dovrebbe comportarsi secondo lei? Sono giuste le sue reazioni?
"Purtroppo è così, la società in cui viviamo è così. Ci sono giocatori africani, di colore, che arrivano in Europa e situazioni simili le ignorano, mentre ci sono altri che reagiscono in altro modo, in modo negativo, e hanno il diritto di farlo, dipende dalla loro personalità. A me quello che lascia sorpreso è che non è che Mario ha avuto cinque secondi di parole non felici, Mario è Mario, lui è così. Quello che mi lascia un po' sorpreso è il modo in cui il potere, fra virgolette, ha reagito a questa situazione. Non capisco perché Mario sia stato sanzionato. Io continuo a dirgli che deve entrare in campo e dimenticare tutto e tutti, che non deve dare retta a nessuno, che deve fregarsene, giocare a pallone e finire la gara e andare a casa, però sicuramente non è facile. Però di Mario preferisco analizzare il suo contributo alla squadra, quello che ha fatto per 90 minuti, per 50, per il tempo che sta in campo. A verona ha giocato molto bene per noi, anche in fase difensiva, ha fatto davvero bene. Non mi arrabbio per il fatto che non giocherà domani, non mi arrabbio per il cartellino giallo 'naif', mi concentro solo su quello che ha fatto in campo e ha giocato bene per noi".
È sembrato meno arrabbiato del solito con Balotelli: sta migliorando?
"Non vale la pena arrabbiarmi, è quello che dicevo prima: preferisco valutare quello che fa in campo da un punto di vista tecnico-tattico, l'importante è che faccia quello che vogliamo noi, che cambi mentalità a livello di lavoro di squadra, a livello di lavoro difensivo. Questo mi piace. Poi, il cartellino giallo, è un cartellino giallo a Mario, 'naif', niente da fare: vediamo le cose da un punto di vista positivo, non gioca col Siena, ci sarà a Bari e con il Milan. Vediamo le cose da un punto di vista positivo. Come il fatto che dopo il giallo sia riuscito lo stesso a gioacare bene a Verona, in maniera controllata, senza rischi, come invece è accaduto in passato".

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