FANTASTICAINTER RIPARTE!!! DOPO QUASI 5 MESI DI ATTESA SIAMO PRONTI PER RIPARTIRE QUESTA VOLTA CON L'INTENZIONE DI NON FERMARCI PIU'.....VI ASPETTIAMO PER IL 29 MAGGIO CON LA FINALE DI COPPA ITALIA CHE SANCIRA' IL NOSTRO RITORNO UFFICIALE (ANCHE SE PRIMA CI SARANNO TANTI ARTICOLI DI AVVICINAMENTO AL MATCH). MA IL DEBUTTO DEL 'NUOVO' BLOG (RIVOLUZIONATO NELLO STILE E NELLA PROGRAMMAZIONE) AVVERRA' IN ESTATE CON UNA GRANDE SORPRESA DI CUI ANCORA NON POSSIAMO ANTICIPARVI NULLA....MA VOI TORNATE A SPARGERE LA VOCE, FANTASTICAINTER E' TORNATA!!!
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ORA E' UFFICIALE : Toldo lascia il calcio giocato

Negli ultimi giorni erano circolate varie voci riguardo a un ritiro di Francesco Toldo, e oggi la notizia è ufficiale ed è proprio lui ad annunciarla: a quasi 40 anni il portiere padovano lascia il calcio giocato per entrare in società e occuparsi del progetto Inter Campus. Dunque Toldone rimarrà nel clun Inter di cui sarà nei secoli un indimenticato portiere. Inizia la sua carriera in C2 per poi arrivare pian pian in Serie B e nel 1993 in Serie A alla Fiorentina. Qui diventa un vero portiere iniziando a vicnere qualcosa di importante facendosi una grande fama internazionale e giocando da protagonista gli Europei 2000 la cui vittoria è sfuggita in una maniera incredibile. Dunque nel 2001 arriva all'Inter dove in pochi anni ha la consacrazioen da estremo difensore diventando uno dei portieri poù forti e  al mondo. Grande agilità e reattività sono le sue caratteristiche, bene anche nelle uscite e ottimo intutito nei rigori, insomma un portiere completo e affidabile che ha mantenuto livelli altissimi fino a pochi anni fa. Infatti con l'aumento degli anni e con l'avvento della promessa Julio Cesar(oggi migliore al mondo nel suo ruolo) ha perso via via il posto da titolare dimostrandosi, però, pronto a ogni evenienza e professionista eccellente che senza mai una parola fuori posto ha accettato le innumerevoli panchine e giocando praticamente solo in Coppa Italia o occasionalmente nelle altre competizioni. In questi ultimi anni gli sono arrivate molte offerte da club prestigiosi(Real e Bayern su tutti) ma lui ha sempre confermato la sua volontà di chiudere la carriera all'Inter. L'anno scorso la decisione di restare in attività ancora per un'altra stagione, una stagione che migliore non poteva essere con Campionato, Coppa Italia e Champions a coronamento di una straordinaria carriera. Poi la decisione di smettere definitivamente ma non con il mondo Inter di cui, come abbiamo già detto, diventerà un dirigente. In 9 anni in neroazzurro sono state 147 le partite giocate e 145 i gol, e tanti i trofei vinti, 5 scudetti, 3 Coppe nazionali e 3 Supercoppe nazionali e per finrie naturalmente la tanto prestigiosa Champions League. E insomma in bocca al lupo Toldone, rimarrai sempre nie nostri cuori....
Ecco l'intevista con cui si congeda dal calcio giocato.

Come sono andate le tue vacanze e quali sono i progetti per il futuro?
'Le vacanze bene, quest'anno saranno lunghe, nel senso che io smetterò di giocare a calcio. È la prima volta che lo dico ufficialmente e sono abbastanza emozionato (sorride, ndr), perché per venti anni è stato il mio lavoro. Nonostante questo, continuerò all'interno dell'Inter con delle mansioni di collaborazione che mi legheranno a Inter Campus, cercando di aumentare l'immagine già altissima di questo evento sociale, portando in giro il nome dell'Inter".
Ti aspettavi, quando sei arrivato all'Inter, di trovare quella che sarebbe diventata la tua casa?
"No, a dire la verità no, perché programmi in proposito non ne avevo fatti né a livello sportivo né a livello di come avrei vissuto in questa società, però una volta dentro ho capito subito l'armonia che c'era, e i risultati credo che non siano stati un caso, perché aver vinto tutto negli ultimi cinque anni denota una organizzazione generale di alto livello".
Negli ultimi anni hai vissuto un passaggio non facile: dal giocare tanto al giocare meno. Eppure sei sempre stato un elemento che ha cementato il gruppo.
"Io credo che in questi ultimi anni il gruppo è stato corretto nei confronti di tutti e onesto nei confronti del prossimo all'interno del gruppo, e di conseguenza c'è stato l'arrivo delle vittorie, che hanno fatto bene a tutto l'ambiente dell'Inter. Quindi, le situazioni personali erano da mettere da parte e sono state messe da parte, a favore della squadra".
Hai già organizzato una partita di addio?
"No, non la farò".
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Davide Santon, un neroazzurro dentro.

Davide Santon è esploso nella scorsa stagione, da terzino destro si è trasformato a terzino sinistro conquistandosi un posto da titolare nella difesa neroazzurra. Arriva anche la prima convocazione in nazionale, a Giugno fa la Confederations Cup con l'Italia di Lippi, i paragoni vengono giù come acqua da un rubinetto, "il nuovo Facchetti", "uno dei terzini sinistri più forti al mondo", "titolare inamovibile sia nell'Inter sia nella Nazionale", insomma sembrava già un vero campione.
Con la partenza di Maxwell doveva essere lui il terzino sinsitro titolare ma  a inizio stagione Mourinho gli preferisce Chivu. Quando viene chiamato in causa, Santon non è più quello di una volta, qualcosa in lui sembra cambiata non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. "E' giovane", "tutti passano momenti difficili", "si rialzerà più forte di prima", e invece le sue prestazioni non migliorano: a Genova è grazie a un suo errore che la Sampdoria fa gol, dopo la gara col Palermo torna a casa in lacrime. E come se non bastasse si infortunia abbandonando anzitempo la stagione 2009. Lippi e Cannavaro gli consigliano di cambiare squadra, se và avanti così rischia di perdere il Mondiale, il suo posto all'Inter è messo in discussione e addirittura si pensa che  a Gennaio possa essere ceduto in prestito. E invece no, Santon puntualmente ribadisce la sua fedelà e gratitudine verso l'Inter aggiungendo di volersi giocare qui a Milano le sue chance. Si dice che sia milanista, che voglia andare in altri club di vertice, e invece proprio oggi, grazie a queste dichiarazioni, sembrano non esserci più dubbi su quale sia davvero la sua squadra d'appartenenza. "Da bambino tifavo Milan perchè Van Basten era un mito. Ma adesso non giocherei mai nè nel Milan nè nella Juve. Ho dato solo il 40% ma ora volgio contribuire ai successi dell'Inter, aiutare l'Under21 a qualificarsi per gli Europei e convincere Lippi a portarmi al Mondiale. Rimarrò qui all'Inter per dimostare il mio valore e ambire a un posto da titolare". Insomma, tutti passani dei momenti difficili, Santon è giovane e và capito, bisogna incoraggiarlo e spronarlo a fare sempre di più perchè è un patrimonio dell'Inter e di tutto il calcio italiano e non si può rischiare di perdere, in prospettiva futura, uno die migliori terzini sinsitri dle mondo.
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Cordoba: 10 anni di passione neroazzurra

Era un lontano Gennaio del 2000 quando una "vecchia volpe" come Antonio Valentìn Angelillo suggerì all'Inter di Moratti di acquistare l'allora sconosciuto Ivan Ramiro Cordoba. 7 miliardi di lire al San Lorenzo e "cafè colombia" che arriva in Italia tra lo scetticismo generale. Ma subito il numero 2 neroazzurro si conquista la stima di tutti diventando piano piano uno degli elementi cardini dello spogliatoio, fino ad oggi( inteso come ultimi anni) dov'è diventato vice capitano. Il 6 Gennaio saranno esattamente 10 anni di Inter, avendo esordito proprio nel "giorno della befana" del 2000, e si potrebbe festeggiare con una bella vittoria sul Chievo.

Come detto il colombiano è stato sempre fondamentale e soprattutto titolare, prima in coppia con Materazzi e poi con Samuel, in difesa, dimostrandosi sempre un pilastro, non chè veterano, di questa squadra. Insomma, Cordoba è uno su cui affidarsi sempre, non si lamenta mai e accetta sempre senza fare polemiche le decisioni del mister che, soprattuto quest'anno, lo stanno un pò penalizzando. Infatti è stato proprio Mourinho a chiedere espressamente un centrale più capace di impostare la manovra e tenere alta la difesa di quanto non lo sia Ivan, più abile nel lavoro di copertura essenziale. E così è arrivato Lucio, e Cordoba è finito in panchina, ma come detto senza mai fare polemiche. Ma nell'ultimo periodo complice l'infortunio di Samuel, inizialmente affiancato a Lucio, Ivan Cordoba ha ritrovato un posto nella squadra titolare, facendosi trovare pronto e affidabile come sempre, e al ritorno del "muro" non è detto che debba essere lui ha sedersi sulla panchina. Bene, spero che anche i più scettici riguardo il difensore colombiano, anche se è difficile che ce ne siano, abbiamo cambiato idea riflettendo un pò su quanto Cordoba ha dato, e darà ancora all'Inter. Infatti ha già rinnovato il contratto fino al 2012, praticamente a vita, e nonostante le lusinghe del M.City e del San Lorenzo, è destinato a rimanere qui a Milano. E adesso per concludere ecco un'intervista rilasciata proprio da Ivan Cordoba ai microfoni di calciomercato.com
Non è noioso essere sempre in testa?
No, non ci si stanca mai di essere protagonisti. Prendo come esempio quello dei grandi giocatori come Maldini che diceva che non si sarebbe mai annoiato di vincere.
Qual'è il segreto dell'Inter?
E' quello di aver costruito una base importante da 4 o 5 anni. Bisogna ricordare anche l'ottimo lavoro di Hector Cuper. Da quel momento l'Inter ha cominciato a dare di sé un'altra immagine. Con Mancini prima e Mourinho poi la squadra si è ancor più consolidata.
Come vedi la gara di Champions contro il Chelsea?
Sarà una bella partita. Affrontare le grandi d'Europa è uno stimolo moltoimportante. Sarà una finale anticipata.
Cosa pensi del Barcellona che quest'anno ha vinto tutto?
Stanno facendo la storia. Stanno facendo cose che sarà molto difficile ripetere. Lo meritano perchè lo hanno dimostrato sul campo e sono da esempio per altri grandi club.
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