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domenica 31 gennaio 2010

Mourinho: "Parma più difficile di Milan e Juve"

Domani c'è Parma-Inter e come sempre Mourinho ha tenuto la consueta conferenza stampa di vigilia. Anche sta volta tanti i temi trattati dal tecnico portoghese, dalla trasferta di domani al calciomercato, dal momento che sta attraversando l'Inter a Zaccheroni, da Balotelli e Santon a Eto'o, insomma ci sono molti spunti. Ecco le sue dichiarazioni integrali.

Mourinho: da che condizione psicologica ricomincia l'Inter dopo due grandissime gare disputate contro Milan e Juventus, rispettivamente in campionbato e in Tim Cup? "La storia è sempre la stessa: quando si gioca bene e si vince, si aspetta sempre la prossima gara con delle sensazioni positive, però allo stesso tempo, aver giocato con Milan e Juventus, a distanza di tre giorni, la terza partita della settimana non sarà mai una gara semplice. Milan e Juventus sono state due partite esigenti, fisicamente e mentalemente, abbiamo vinto, quindi si dorme meglio, ci si sveglia più felici, si lavora con più tranquillità, però ripeto, la terza partita della settimana non è facile, poi sarà a Parma, contro una squadra tra le rivelazioni della stagione guidata da un allenatore di grande qualità ed esperienza e con un gruppo composto per metà da giovani di grande qualità e per l'altra metà da giocatori con esperienza, comne Panucci ad esempio. Sarà una partita difficile, ma alla fine del campionato manca ancora tanto tempo e tutte le partite sono importanti".
Il pericolo potrebbe essere rappresentato dalla forza dell'avversaria che l'Inter incontrerà o da un possibile calo psicologico? "È quello che dicevo precedentemente: abbiamo giocato contro Milan e Juventus due gare che sono state decise nei minuti finali, non decise al 60' e giocate poi con tranqullità nei restanti minuti, sono state partite davvero esigenti, a tutti i livelli, fisico, mentale, tattico. La squadra in questo momento non ha grandi possibilità per fare turnover e lasciare alcuni giocatori a riposo, infatti contro la Juventus ha giocato praticamente la stessa squadra scesa in campo contro il Milan e, anche domani contro il Parma, la squadra titolare non sarà troppo diversa. Sono sempre gli stessi giocatori che giocano è c'è il pericolo di un calo psicologico e fisico, però, la caratteristica delle grandi squadre è anche quella di essere forti e bravi a resistere a questi problemi. Bisogna pensare che la sfida di Parma sia più difficile di quella contro Milan e Juventus, perchè? Perchè è la prossima, perchè Milan e Juve sono il passato, mentre Parma è il futuro. Dobbiamo rispettare questa gara perchè lo merita, nella sfida casalinga abbiamo avuto delle difficoltà, non vedo il motivo per il quale non dovremmo aspettarci una sfida molto difficile anche a Parma".
Mancherà Wesley Sneijder, Goran Pandev potrebbe essere il giocatore più adatto per dare una mano dietro le punte o pensa di adattare un centrocampista a quella zona del campo? "Si potrebbe anche parlare di una sola punta invece di più punte e, in tal caso, non ci sarebbe bisogno di nessuno giocatore più arretrato. Vedremo, ma questi sono i giocatori che abbiamo al momento, non sono disponibili nè Stankovic nè Sneijder che sono stati coloro che hanno sempre agito da trequartisti. Se si dà un'occhiata ai giocatori convocati, si può capire come le opzioni a nostra disposizione non siano tante perchè per giocare a centrocampo non sono in tanti".
Alla guida della panchina della Juventus è arrivato Alberto Zaccheroni. Vuole fargli un in bocca al lupo? "Le mie parole per Ferrara e Zaccheroni sono quelle di sempre: non mi piace quando un allenatore viene esonerato, sonos empre dispiaciuto quando questo accade e sono sempre soddisfatto quando qualcuno che non stava allenando torna alla guida di una squadra. È stato esattamente così con Luciano Spalletti e Claudio Ranieri: ero dispiaciuto quando Spalletti ha lasciato la Roma, ero contento di sapere che Ranieri sarebbe tornato ad allenare in Serie A. Adesso non cambia, mi dispiace tanto per un allenatore giovane che ha perso il suo posto, sono felice che un allenatore con la carriera e la storia di Zaccheroni, che non allenava da qualche anno, possa tornare a farlo".
A Parma Mancheranno Stankovic e Sneijder, sta pensando a un'altermativa di gioco?
"Il Parma non è una squadra facile da analizzare, non è semplice preparare la partita perchè Guidolin è un allenatore furbo che sa giocare con i calciatori che ha a disposizione. Quialche volta si adatta all'avversario, altre cambia il modulo: può giocare con 5 giocatori dietro, può farlo con 4, può giocare con 2 punte o con 2 esterni sulla fascia e un attaccante solo. Lui sa far giocare la squadra, non è un tecnico che pensa la partita sempre nello stesso modo, questo ci fa dà da pensare sul miglior modo di scendere in campo. Non ho tante opzioni, posso dire che non inizierò la gara con uno dei giovani convocati, i ragazzi saranno in panchina e per questo sceglierò tra gli altri i dieci da schierare contro il Parma. Vedremo, siamo consapevoli della difficoltà della partita, ma allo stesso tempo sappiamo di vivere un momento positivo. La squadra ha vissuto situazioni difficile nelle ultime gare: contro il Siena stavamo perdendo a 5 minuti dalla fine, contro il Bari eravamo sotto 2-0 con due rigori contro e con Bonucci che non è stato espulso dopo un fallo da ultimo uomo, in casa contro il Milan tanti minuti in 10 contro 11 e in 9 per il "non rigore" di Lucio, contro la Juve subìto nei primi minuti e un rigore non concesso all'Inter dopo l'intervento di Felipe Melo, sempre con difficoltà, ma all'ultimo minuto, si è vinto. Vedo sempre un'atmosfera positiva e così mi sembra tutto più facile".
La preoccupa la lunga assenza di Dejan Stankovic?
"Sì, mi preoccupa quanto di Chivu e quella di Sneijder per le prossime due partite. Tuitte queste cose mi preoccupano, ma penso sempre facciano parte del campionato. Non sono un allenatore che piange, piange e piange quando un suo giocatore non può scendere in campo, cerco sempre di trovare le soluzioni migliotri. La Champions si decide in un giorno: quando arrivi a quella data con grandissime difficoltà, tu ha un grandissimo problema, il campionato invece si decide in 10 mesi, voince sempre la squadra migliore perchè, alla lunga, è capcae di superare anche le situazioni difficili. Noi ora siamo davanti, anche se non molto perchè sono 6 punti di vantaggio sulla seconda e 10 o 11 sulle altre e non sono 20 o 25 punti, però abbaimo un margine che ci dà della tranquillità e che consegna un po' di pressione alle altre squadrre perchè sono consapevoli del fatto che devono sempre vincere".
Può essere d'aiuto in questo senso l'arrivo di Manuel Fernandes? È definitivamente chiuso il discorso Ledesma? "Non voglio parlare nè di uno nè della'ltro, di quello che è chiuso e di quello che non lo è. Il mercato finisce lunedì, però per me è finito adesso perchè domani abbiamo una partita e voglio pensare solo a questo. Lascio preoccuparsi del mercato Branca, Oriali e il presidente Moratti, io penso solo alla gara di domani, però, non è una bugia, l'essere un po' in difficoltà. Chissà forse essere stati eliminati dalla Juve e non avere due partite da giocare in più a febbraio, sarebbe stato meglio sotto il punto di vista delle ambizioni in campionato e in Champions. Il punto è però che quando l'Inter scende in campo lo fa sempre per vincere e ora siamo veramente soddisfatti di essere in semifinale di Tim Cup e, quando una squadra arriva in semifinale, vuole sempre raggiungere la finale".
Tra qualche anno, riferendosi all'Inter, le potrà mai capitare, come è successo ieri a un suo collega, di dire di aver allenato solo grandi squadre senza tra queste includere il club nerazzurro?
"Sono molto orgoglioso di essere l'allenatore dell'Inter così come lo sono di aver allenato il Chelsea, il Porto e il piccolo Leira. Nella mia storia, il rispetto e l'orgoglio che ho per le mie squadre, è esattamente lo stesso. I momenti sono stati diversi, ma tutte le squadre che ho allenato, fanno parte della mia storia; quando uno vince il campionato, alla guida di squadre diverse, queste diventano tutte importante. Se si vince con il Chelsea, con il Porto, con l'Inter tutti fanno parte della storia che si vuol ricordare e mai di quella che vuoi dimenticare. Quando un allenatore nella propria carriera, ha vinto solo in un club, va da sè che sia quel club il migliore e il più importante. Per me Inter, Chelsea, Porto e Leira sono tutte e quattro squadre che fanno parte della mia storia, e io la mia storia la rispetto".
Come giudica le ultime prestazioni di Mario Balotelli e Davide Santon? Il terzino è migliorato molto in fase difemsiva come lei gli aveva chiesto prima di tornare a schierarlo titolare?
"Santon ha giocato come difensore due partite esigenti contro avversari diretti: tanto il Milan che la Juve giocavano con giocatori sulla fascia, Candreva, Grygera, Beckham, Abate e Davide ha giocato posizionalmente molto bene, è stato molto tranquillo e molto stabile. Per me la qualità più importante in un difensore, principalmente in uno giovane che ha alle spalle tanto tempo trascorso lontano dal campo, la stabilità è molto positiva ed è meglio avere quella che fare un'azione strepitosa e poi sbagliare il minuto subito successivo. Santon ha giocato con grandissima stabilità, è di questo che lui ha bisogno ed è questo che gli permetterà di continuare a essere titolare in questa squadra, non perchè non abbiamo nessun altra soluzione perchè, è vero che non abbiamo nessun'altro terzino sinistro adesso, ma se non avessi fiducia in Davide potrei schierare in quella zona Cordoba, Zanetti o Muntari. Balotelli? Ha giocato bene, sempre con il suo gioco diverso dagli altri, con momenti alti e altri un po' più bassi, è un giocatore che rischia sempre e che si trova spesso uno contro uno e in quelle situazioni è normale che a volte vinca lui, altr volte vinca il difensore. Però, ha fatto una partita positiva. Con il Milan è stato in campo 10' e mi è piaciuto, a Verona ha segnato il gol della vittoria facendo bene, per questo dico che con Pandev, Milito e Mario che stanno bene, deve star bene anche Eto'o per rientrare in squadra. Se è infortubnaro o stanco fisicamente o psicologicamente, e la Coppa d'Africa è stato un momento difficile per lui, è meglio che recuperi in modo che dopo sia in condizione di rientrare in gruppo, visto che in questo momento abbiamo tre attaccanti bravi".
Il fatto che Adrian Mutu abbia avuto nuovamente problemi con il doping è un segnale che ci sono giocatori che si lasciano trasportare o è sintomo di un problema che andrebbe affrontato?
"Non lo so, non conosco a fondo la situazione. Dispiace sempre, nessuno è mai felice. Secondo me, è il doping, tra virgolette sociale, è molto molto negativo, così come quello per aumentare il rendimento sportivo, però poi il calcio, e non solo, è pieno di piccole cose che sono errori: ad esempio si prende una medicina perchè si ha un raffreddore e questa non si potrebbe assumere, si prende una medicina per un infortunio e dopo arrivano dei problemi e si parla di doping, ma queste cose non fanno parte del vero significato del doping. Il vero significato del doping per me è aumentare la capacità di stare in competizione, questo è il doping negativo e, a livello sociale, sicuramente anche la droga. Però, queste piccole cose purtroppo succcedono, rendono lo sport un po' grigio e un po' grigia diventa la carriera del giocatore. C'è sempre un dubbio, ci sono piccole cose, piccoli errori della farmacia, del dipartimento medico, del giocatore e di queste cose non saprei che cosa dire. Spero che per Adrian si possa risolvere questa situazione, lui è un bravo giocatore, giovane, con famiglia e figli, spero finisca tutto bene".
Come ha trovato Goran Pandev? È forse un po' stanco?
"Ha giocato due giorni dopo il suo arrivo contro il Chievo, ha giocato 60, 65 minuti con difficoltà, ma ha dato tutto. Ma ha fatto sempre così. Contro il Siena era molto stanco, ma è rimasto in campo per 90'. Contro il Milan ha giocato quasi da centrocampista per tanto tempo e anche lì ha dato tutto, era praticamenbte morto quando è uscito; poi ha giocato anche contro la Juve, pensavo di lasciarlo in campo un massimo di 60', ma eravamo sotto di un gol e l'ho lasciato in campo 80'. Però, per uno come lui, che è da tanto che non giocava, in relazione all'esigenza fisica, giocare tante partite non fa male".
All'Inter in questo momento mancano dei giocatori e ci sono delle partite difficile da affrontare. È forse questo il momento nel quale si deciderà la stagione?
"Non si può mai dire, magari rientreranno i vecchi infortunati e si fa male qualcun'altro. Non si sa nemmeno quello che faranno il Milan, la Roma o il Napoli che sono le squadre più vicine a noi in classifica, non si sa se conquisteranno tutti i punti a disposizione o se ne perderanno per strada qualcuno. Lei ha ragione: Parma, Cagliari e Napoli non saranno gare facili per noi, ma l'esperienza dice che il campionato è questo: si possono perdere punti perdendo una partita e pareggiandone un'altra, ma l'importante è mantenere sempre una certa tranqullità che deriva dal fatto di essere al comando della classifica. L'unica volta che sono stato dietro la prima squadra in classifica, mi sono accorto che puoi vincere mettendo pressione al tuo avversario e sperando che poi lui perda punti, ma è una situazione diversa perchè si soffre per vincere e poi soffre davanti alla tv aspettando che il tuo avversario perda. Quando si è primi, non si soffre due volte, soffri solo 90' durante la tua partita e poi è finito e si guarda con tranqullità il tuo avversario, ascolti il verdetto per radio e consulti il risultato online su Livescore. Tutto questo, senza pressione, l'unica pressione dell'Inter in questo momento è vincere la propria partita, quella di Napoli, Milan e Roma è divcersa: devono vincere e aspettare il nostro risultato. Per questo, mi piace sempre più essere primo in classifica".
Ciro Ferrara può aver bruciato la sua carriera accettando la panchina della Juve e subendo il sueccssivo esonero?
"La Juventus non è diversa dal Barcellona anzi, per parlare ancora con maggiore rispetto, dico che il significato che ha la Juventus in Italia non è diverso da quello che i catalani hanno in Spagna. Il Barcellona ha dato la squadra a Guardiola, perchè la Juventus non avrebbe potuto darla a Ferrara? Lui era uno di casa, conoscevano bene le sue qualità e, quando hanno fatto questa scelta, l'intenzione della Juventus non era diversa da quella del Barcellona. Poi, una volta le cose vanno bene, altre no, non si può mai sapere qual'è l'opzione corretta, se cercare l'esperienza o provarci con un giovane ambizioso. Non si sa mai".
Ma nel caso in cui le cose vadano male non c'è il rischio di vedersi attaccata l'etichetta di perdente rischiando di avere difficoltà nel trovare una panchina in futuro?
"Ciro troverà la sua squadra e farà la sua strada, penso sarà così. Non si può dare del fenomeno a un allenatore che vince una volta nella sua carriera perchè il fenomeno è un allenatore che vince più volte e lo fa per tanti anni. Nello stesso modo che uno non è felice nel suo lavoro, non si può dire che non abbia qualità perchè poi arriverà la seconda o la terza opportunità e si vedranno veramente le sue capacità, però quando, si sceglie qualcuno, che ha fatto parte della società per tanti anni, si è scelto perchè si pensava avesse le giuste capacità. Sicuramente Ferrara le avrà e tornerà ad allenare, mi auguro che alla prossima esperienza possa fare bene".
Prima lei ha detto che con le due semifinali di Tim Cup, l'Inter ha un calendario molto pieno. Come mai allora non avete preso in considerazione l'ipotesi di spostare una partita così come è successo con l'altra semifinale?
"Noi preferiamo giocare quando si deve giocare, noi qui siamo organizzati: il team manager organizza la sistemazione in albergo, l'allenatore prepara gli allenamenti, i giocatori, con un mese di anticipo, sanno già quando devono scendere in campo, quando hanno del tempo libero, quando possono andare in vacanza con la famiglia uno o due giorni. Qui all'Inter lavoriamo così e ci dispiace tanto quando qualcuno arriva dalla luna e obbliga qualcun'altro a cambiare tutta una struttura. Questa è la nostra struttura: sapevamo di avere una partita di coppa quando la squadra era stanca a fine dicembre, però l'abbiamo giocata cpon 500 tifosi-eroi che sono stati a San Siro con 10 gradi sotto lo zero, contro il Livorno noi abbiampo giocato. Sapevamo quali impegni ci aspettavano dopo le vacanze natalizie e abbiamo giocato, sapevamo di dover giocare in Coppa Italia casa contro la Juventus e poi a febbraio, un mese nel quale di gioca la Champions con il Chelsea, Noi sappiamo questo e lavoriamo per organizzare questa situazione. Ecco perchè avete ragione: qualcuno ha voluto cambiare la data di una partita creando un grande caos e facendo in modo che la semifinale di ritorno di Coppa Italia si giochi in aprile, l'andata adesso e il ritorno in aprile. Potete capire bene tutto le conseguenze che ci sono state per cambiare la data di una gara, per vedere poi che questa partita, che era così importante da cambiare e che era quella che il Milan doveva giocare in casa con l'Udinese, è stata comunque persa dai rossoneri che hanno perso prima contro di noi e poi contro l'Udinese. Noi non vogliamo cambiare nulla, se è stato deciso così, sarà così".

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