Mourinho: "Vieira sarà ceduto. Bello giocare alle 12.30. Pandev ?Giocherà..."
Come sempre Josè Mourinho ha tenuto una conferenza stampa in vista della gara di campionato di domani contro il Chievo. I temi trattati come al solkito sono stati tanti, ma questa volta spiccano calciomercato, il suo futuro come allenatore, la partita di domani a Verona e l'arrivo di Goran Pandev.Ecco le dichiarazioni integrali rilasciata dal tecnico portoghese.
Si ricomincia dopo una sosta natalizia più breve rispetto allo scorso anno, stile campionato inglese. La preferisce? E poi, cosa ne pensa del fatto che si gioca alle 12.30?
"La sosta non mi piace in assoluto. Se poi però ci deve essere per forza, la preferisco più breve possibile, come questa. Per questa ragione sono contento di tornare a giocare. Ad Abu Dhabi per tre giorni abbiamo lavorato, anche l'amichevole contro l'Al Hilal è stata importante, ha permesso a ogni giocatore di giocare 45 minuti, addirittura 90 minuti a Marco Materazzi, quindi è stata importante, avendo portato un po' di quella intensità di gioco che serve per prepararsi alle gare vere. Poi quando siamo tornati abbiamo fatto il nostro lavoro e ci siamo preparati per questa gara. Giocare alle 12.30 secondo me non è un problema, non è una scusa, non è un alibi per nessuno. Mi sembra, anzi, che possa addirittura essere meglio, perché se c'è una cosa che non mi piace sono le ore in cui si attende la partita: svegliarsi alle nove del mattino e poi giocare alle nove di sera, con tutta una giornata a fare niente, stando solo ad aspettare la gara, non è bello. Se tu invece ti svegli alle otto del mattino, mangi, ti metti sul pullman, vai allo stadio e giochi, credo che sia molto meglio. Mi piace di più e credo che sarà un'esperienza positiva anche per i giocatori".
Ci può dare un suo giudizio sull'arrivo di Goran Pandev?
"È un attaccante moderno, un attaccante multifunzionale, che sa giocare con due uomini davanti, ma anche con tre, che gioca sul destro, ma anche sul sinistro, che gioca come centravanti se si gioca con due uomini davanti, lo ha fatto con la Lazio agli ordini di Delio Rossi, a volte con il tridente con Rocchi e Zarate. Si è allenato per qualche anno con un bravo allenatore come Delio Rossi, per questo credo che sia un ragazzo con cultura tattica. Abbiamo parlato un po' insieme, abbiamo lavorato pure un po' per fargli capire il nostro gioco e mi sembra che avrà sì bisogno di recuperare l'intensità e la dinamica del suo gioco, però a livello di capire qual è il gioco dell'Inter e di adattarsi tatticamente al gioco dell'Inter, non mi sembra che farà fatica".
Come accaduto per Wesley Sneijder al suo arrivo, sta pensando di farlo giocare dall'inizio? Le condizioni dei due sono le stesse?"Sono un po' diverse, perché Sneijder aveva giocato qualche gara con il Real Madrid e tante partite con la Nazionale, arrivava insomma con abbastanza minuti di partita nelle gambe. Per Pandev è un po' diverso, perché sono parecchi mesi che non gioca, ha disputato solo due gare con la Nazionale. Altra differenza tra i due, il fatto che Sneijder sia arrivato in momento in cui la squadra aveva 'un buco' là, in quella posizione, mentre Pandev gioca davanti, dove abbiamo Balotelli, Milito, Quaresma che torna, Arnautovic che pure lui è stato convocato. Insomma, la situazione è diversa, però lui è a disposizione ed è un giocatore che mi piace tanto: a me sembra che domani giocherà. Non so quanto tempo ma giocherà. Quando tornerà al top? Non lo so, dipende dal suo profilo. Io dico sempre che l'aspetto psicologico fa miracoli e in questo senso la sua grandissima motivazione, la sua grande voglia di misurarsi nuovamente in una competizione, penso possano essere importanti. Quando ho parlato con lui, lui ovviamente non mi ha detto 'sono in condizione di giocare novanta minuti', però mi ha detto 'io gioco quanto vuole lei mister".
Il Chievo è definita una delle sorprese di questo campionato e l'Inter lo affronterà con molte assenze a centrocampo. Ha già deciso come rimediare a queste assenze?
"Zanetti, Vieira e Sneijder sono ovviamente tre giocatori di centrocampo che ho a disposizione, poi ho anche i ragazzini, ma anche Chivu che può giocare a centrocampo e anche Quaresma, che in Austria contro il Bahrein in amichevole, ha già fatto l'interno destro del rombo. Insomma, è vero, mancano quattro giocatori di centrocampo, Motta, Muntari, Cambiasso e Stankovic, però non ci sono e adesso non è quindi il caso né di pensarci su troppo, né di piangerci su. Andiamo a Verona con quelli che abbiamo e grazie alla nostra organizzazione di gioco possiamo farcela. C'è anche Quaresma che ha recuperato dall'infortunio e adesso potrà giocarsi le sue chance e dimostrare di nessere un buon giocatore".
Una considerazione su questo mercato di gennaio: quale squadra si è rinforzata di più?
"Quando si fa qualcosa a gennaio si fa sempre qualcosa di importante, perché quando si opera a gennaio lo si fa perché c'è un buco, c'è spazio, c'è una debolezza, mentre ogni tanto in estate si scherza un po', tra virgolette si scherza un po'. A gennaio, invece, si solito, si va direttamente al bersaglio, a quello di cui si ha veramente bisogno. La Roma ha trovato in Toni un giocatore perfetto per il calcio italiano; Beckham torna, non è la sua prima volta qui, e se ha fatto bene l'anno scorso non c'è nessuna ragione per cui non possa fare meglio quest'anno; Dossena è un altro che torna e Pandev è un giocatore che ha giocato tutta la vita in serie A. Per questo mi sembra che tutti e quattro siano giocatori senza punti interrogativi, di qualità, senza la necessità di tempo per adattarsi. Mi sembra insomma che siano tutti e quattro buoni acquisti. E dopo sono stati fatti anche altri buoni acquisti, come Cribari, Suazo. Acquisti comunque importanti per colmare delle debolezze"
In questo momento, quante possibilità ci sono che Vieira rimanga all'Inter?
In questo momento, quante possibilità ci sono che Vieira rimanga all'Inter?
"Penso pochissime. Però mi fido tantissimo di lui, nel senso che mentre è qua so che è un giocatore importante, un giocatore che ha giocato tanto, un giocatore che nonostante non sia titolare è stato sempre utilizzato in tutte le competizioni, un giocatore che è sempre stato in rosa. È insomma un giocatore della cui professionalità mi fido. Molto probabilmente lui e la società e un'altra società stanno finendo un processo che secondo me porterà alla sua partenza tra qualche giorno o tra qualche settimana, ma mentre lui è qua per me è un giocatore di cui mi fido tanto".
Dunque, con la partenza di Vieira, servirà qualche arrivo a centrocampo?
È molto semplice analizzare la partenza di Vieira, basta vedere quanti munuti ha giocato: se va via un giocatore come Suazo che ha giocato 90 minuti in sei mesi è un conto, mentre se va via un giocatore che è stato titolare 4-5 partite, che ha giocato in tutte le competizioni, che è stato in panchina sempre a disposizione, è facile capire che in questo momento manca un uomo. Se avremo o non avremo un sostituto non lo so, se arriverà perfetto, se non arriverà perfetto lo stesso. Abbiamo convocato Stevanovic e Crisetig, e proseguiremo con i giocatori che abbiamo".
È più importante avere un giocatore dalle caratteristiche di Vieira o un vero sostituto a Sneijder, dal momento che chi ha giocato al suo posto era un giocatore adattato come Stankovic?
"Stankovic è perfetto per giocare in tutte le posizioni, contro il Milan ha giocato nel ruolo di Cambiasso e lo ha fatto in un modo spettacolare. In qualche partita ha giocato a destra e lo ha fatto sempre molto bene, e anche a sinistra ha fatto bene, come a Kazan, dove ha giocato bene e segnato. Ha giocato un campionato intero dietro le punte e lo ha fatto molto bene. Stankovic è un tipo di centrocampista che vale per due, per tre, perché ti dà tantissime soluzioni. Il nostro sarà un problema di numeri, perché di solito per quattro posizioni di difesa servono otto uomini, così come per quattro di centrocampo, e per tre posizioni di attacco sei giocatori. In questo momento, per le quattro posizioni del centrocampo, anche dopo il rientro degli infortunati, ci sarà un buco, però andiamo avanti lo stesso, senza problemi".
Qual è la situazione di Santon? Lei avrebbe detto che non si sarebbe mosso da Milano, ha cambiato idea?
"No. Santon è infortunato, è entrato in un processo che non è un problema suo, che non è una colpa sua, è un processo normale ma che a me fa dispiacere. Un processo per il quale un giocatore torna e poi riesce dal campo, sta un giorno con il ginocchio gonfio e poi torna, si allena e poi gioca, poi il giorno dopo ha di nuovo il ginocchio gonfio, e un altro giorno ancora ha un po' di fastidio, e non può giocare. E questo processo di dubbio, in cui si entra e si esce, è un processo che non mi piace. È lo stesso che è successo con Krhin, che si è fatto male con la Primavera, che dopo due giorni è venuto con noi in prima squadra, ma dopo ha avuto lo stesso problema ed è tornato al dipartimento medico, per poi tornare con noi e giocare a Riyad, e adesso è costretto a stare fuori quattro o cinque settimane, fuori-dentro, dentro-fuori, questo non mi piace. A me piace quando un giocatore che è infortunato rientra ma per rimanere, invece purtroppo non sarà così per Santon, che ha fatto un interessante primo tempo a Riyad ma non ci sarà adesso contro il Chievo. Però nessuno di noi pensa che possa partire, non vale neanche la pena parlarne".
Abbiamo saputo che Arnautovic è stato escluso per indisciplina contro l'Al Hilal, adesso invece è stato convocato. Pensa che lo utilizzerà?
"Arnautovic mi fa ridere, perchè mi diverto tanto con lui. È un ragazzo davvero fantastico, però con la testa da bambino. E il suo amico preferito non è meglio di lui. Con tutti e due insieme non è una situazione facile. A Riyad si è presentato in ritardo a qualche nostro appuntamento, però oggi Arnautovic è arrivato tre ore prima dell'allenamento, perché pensava che fosse alle 9.30... comunque, uno che arriva tre ore prima dell'allenamento merita di essere convocato".
Cosa si aspetta da Balotelli in questo mese in cui non ci sarà Eto'o?
"In questo mese l'assenza di Eto'o non sarà per me una scusa, in questo mese è da considerarsi un giocatore del Camerun, non nostro, anche se siamo noi a pagargli lo stipendio. Non voglio parlare di lui, voglio parlare di Balotelli, di Pandev, di Milito, di Quaresma, di Arnautovic e di tutti quelli che hanno la responsabilità di fare bene e di mettere la palla in porta, facendoci guadagnare i punti di cui abbiamo bisogno. Vi prometto che fino al ritorno di Eto'o non mi sentirete mai dire 'abbiamo perso perché non c'era Eto'o'. La responsabilità di Mario è quella di tutti gli altri, mentre in questo momento il nostro problema è la mancanza di giocatori a centrocampo, non in attacco, dove abbiamo il numero e la qualità sufficiente per fare bene".
La società comprandole Pandev ha dimostrato di essere in sintonia con i suoi desideri. Nel 2010 smetteremo di leggere interviste ai media inglesi nelle quali lei lascia un punto interrogativo sul futuro?
"Chiarisco questa storia un'ultima volta, ripetendo quello che ho già detto. Sono innamorato del calcio inglese e dell'idea di vivere in Inghilterra, ci voglio tornare, ma non so ancora quando e comunque non lo farei mai lasciando un lavoro a metà. Ho un contratto fino al 2012 e dopo chissà cosa accadrà: potrei rimanere qua, andare in Giappone, andare a Riyad, andare non so dove, e non tornare subito in Inghilterra. Un giorno però ci tornerò, questo al cento per cento, quando però non lo so. Comunque qui sto bene, mi piace lavorare qui e ho un contratto fino al 2012: quando ho firmato non l'ho certo fatto per ripartire tre mesi dopo".
Domani è il giorno dell'Epifania, la Befana porta i dolci a chi è buono, il carbone ai cattivi: lei cosa porterebbe?
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"Non conosco questa tradizione, non voglio dire cose stupide. So solo che per domani voglio tre punti, niente di più. E poi il carbone sporca le mani, dolci per tutti".
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