FANTASTICAINTER RIPARTE!!! DOPO QUASI 5 MESI DI ATTESA SIAMO PRONTI PER RIPARTIRE QUESTA VOLTA CON L'INTENZIONE DI NON FERMARCI PIU'.....VI ASPETTIAMO PER IL 29 MAGGIO CON LA FINALE DI COPPA ITALIA CHE SANCIRA' IL NOSTRO RITORNO UFFICIALE (ANCHE SE PRIMA CI SARANNO TANTI ARTICOLI DI AVVICINAMENTO AL MATCH). MA IL DEBUTTO DEL 'NUOVO' BLOG (RIVOLUZIONATO NELLO STILE E NELLA PROGRAMMAZIONE) AVVERRA' IN ESTATE CON UNA GRANDE SORPRESA DI CUI ANCORA NON POSSIAMO ANTICIPARVI NULLA....MA VOI TORNATE A SPARGERE LA VOCE, FANTASTICAINTER E' TORNATA!!!

sabato 6 febbraio 2010

Mourinho: "Nessun caso Balotelli"

Domani c'è Inter-Cagliari e Josè Mourinho nel primo pomeriggio di oggi ha tenuto la consueta conferenza stampa di vigilia. Come sempre sono stati tanti i temi trattati, dalla smentita sul caso Balotelli a un'anticipazione sulla formazione di domani, da Eto'o a Julio Cesar, dal caso Terry alle parole di Felipe Melo passando per il rumore dei nemici. E allora vediamo subito le dichiarazioni integrali del tecnico portoghese.

Nella settimana che arriva ci saranno per l'Inter tre partite di campionato. Come le affronterete?
"Abbiamo avuto un gennaio molto molto positivo: abbiamo vinto tutte le partite e ottenuto un pareggio a Bari che è stato un punto comunque positivo per il campionato. Adesso vediamo che cosa succede a febbraio, ci giochiamo nove punti in una settimana e alla fine di questa avremo tre partite in meno. È importante fare punti, non so quanti ne faremo ma dobbiamo pensare solo che domani affrontiamo una squadra non facile e dobbiamo fare bene per conquistare la vittoria".
Come sta Samuel Eto'o?
"Se è convocato è perché fisicamente sta bene, non si può dire che non gioca da tanto perché in Coppa d'Africa ha disputato cinque partite in 15 giorni. Poi è arrivato qui ed è dieci giorni che non gioca, si è però allenato con la squadra due giorni senza nessuna limitazione. È un'opzione per la squadra, è un giocatore importante per noi: ci sono tre partite in una settimana e tutti diventano importanti per il gruppo. Mi piace averlo a disposizione ora".
L'assenza di Wesley Sneijder e Dejan Stankovic favorisce l'utilizzo di Thiago Motta come vertice alto del rombo oppure cambierà modulo e utilizzerà le tre punte?
"Il rombo è possibile senza i veri specialisti del ruolo di vertice alto che sono Sneijder e Stankovic. Deki forse non è proprio uno specialista di questo ruolo, però è uno che gioca molto molto bene e si trova bene in quella posizione. Abbiamo già giocato a rombo anche con altri giocatori come abbiamo fatto, ad esempio, con Muntari l'anno scorso a Palermo. Possiamo utilizzare altrimenti anche Thiago Motta. Ma se guardate i calciatori che ho a disposizione, vediamo che ho tutti gli attaccanti e mencano due difensori, Lucio e Chivu, e due centrocampisti, Stankovic e Sneijder. In partenza forse sembra più facile giocare con tre attaccanti".
Felipe Melo ha dichiarato che, una delle differenze tra Inter e Juventus, sta nel fatto i nerazzurri hanno Mourinho, un tecnico di grande esperienza, mentre Ciro Ferrara ne aveva molta meno....
"Ho saputo qualcosa, ma non ho letto. Mi sembra abbia parlato in Brasile e forse la traduzione non era esatta. Mi piace quando un giocatore avversario parla in modo positivo del mio lavoro, ma ho molti dubbi che abbia parlato in modo negativo di Ciro. Ho sempre visto Melo, infatti, dare tutto per la squadra a prescindere poi dal  che giocasse bene o male, o benissimo o malissimo. Questa è la sua personalità in campo, ha sempre dato tutto e mi sembra sia sempre stato vicino al suo allenatore. La stessa cosa farà adesso per Zaccheroni".
Tra i suoi attaccanti, chi può ricoprire al meglio il ruolo di trequartista in una situazione di emergenza?
"In una situazione di emergenza qualcuno lo farà con tutti i limiti e senza l'abitudine di giocare in quella posizione e con la mancanza di qualche qualità importante. Però qualcuno lo può fare, il vero specialista che abbiamo noi in quel ruolo, con le caratteristiche che piacciono a noi perché giochi dietro le punte, è Sneijder. Per creatività, dinamica, movimento, capacità di tirare in porta e fare assist, per il modo di iniziare il pressing quando la squadra perde palla. Lui è il giocatore perfetto per quella posizione. Però domani non ci sarà e noi dobbiamo trovare una soluzione: giocheremo con tre attaccanti oppure si adatterà nel suo ruolo un suo compagno, anche se magarì sarà utile in un modo diverso".
A proposito di Mario Balotelli, sembra che la stampa prenda sempre più le parti di José Mourinho....
"Non è una mia preoccupazione. Sono sempre preoccupato solo del rendimento in campo, nulla di più, mi interessa solo questo. Per di la verità mi è piaciuto come ha giocato con Chievo, con Milan, anche se in soli dieci minuti, con la Juventus e con la Fiorentina. L'unica cosa che non mi è piaciuta nella partita contro la Fiorentina è che, secondo me, un giocatore deve capire il momento difficile della propria squadra e deve essere capace di sacrificarsi. Il giocatore perfetto, che però è davvero difficile da trovare, è quello che nel momento difficile dimentica tutto, dimentica il dolore o la lente che ha perso... Dopo la partita, scherzando, ho dichiarato che Balotelli poteva aver perso pure un occhio ma, prima di andare a prenderne uno nuovo, sarebbe dovuto andare a difendere sulla palla inattiva. Ovviamente, e lo ripeto, ho scherzato. Non c'è un caso e questo è facile capirlo: infatti con me, quando esiste un caso con un giocatore, questo va in tribuna o va a casa a pensare su questo caso. Se Mario è convocato, e non andrà in tribuna domani, significa che non c'è nessun caso".
Mourinho nel 2004 al Chelsea diede la fascia da capitano a John Terry. Ora è successo quello che è successo e al giocatore è stata tolta la fascia da capitano della nazionale inglese. Che opinione ha di questa vicenda?
"Di tutta questa storia parlo solo del fatto che io ho dato a lui la fascia da capitano, nulla più. In quel momento sono arrivato in un club nel quale non c'era un giocatore intoccabile per la fascia da capitano, un per intenderci alla Zanetti che tu arrivi e la fascia da capitano è sua sino al giorno nel quale deciderà di smettere. In quel momento ho duvuto scegliere un capitano: ho parlato con tutti, ho visitato i giocatori che stavano in ritiro con le rispettive nazionali per Euro 2004. Sono andato a parlare con tutti e ho trovato due giocatori che mi sembrava avessero la personalità da capitano: Terry e Lampard. Ho fatto il primo capitano e il secondo suo vice e per tre anni ho sempre pensato di aver fatto la scelta perfetta, dal primo all'ultimo giorno. Dopo l'ultimo giorno il Chelsea ha avuto altri allenatori e con quelli tu devi parlare per sapere altre cose, io parlo solo del periodo che mi compete".
Che cosa perde l'Inter senza Sneijder?
"Perde Sneijder. Perde la creatività, la visione dell'ultimo passaggio, la tendenza naturale di pressare più alti con aggressività, perde un giocatore fondamentale sulle palle inattive, perde tanto. Però abbiamo giocato senza di lui altre partite, come ad esempio il derby, e abbiamo vinto comunque. Ho fiducia nei mie giocatori. Ora ci mancano due difensori e due centrocampisti, però abbiamo tutti gli attaccanti. La squadra sta bene, ha fiducia. Abbiamo giocato due giorni fa ma ora mi sembra che stia veramente bene ed è preparata per giocare".
Eto'o rientra dopo un problema al piede: è meglio schierarlo dal primo minuto oppure farlo entrare a gara già in corso?
"È una domanda alla quale, se rispondo, tu capisci subito se gioca oppure no. Abbiamo Eto'o, Balotelli, Pandev e Milito e questi sono potenzialmente più titolari. Poi abbiamo Quaresma e Arnautovic stanno giocando meno, però lavorano e sono a disposizione. Sono tuttui là: qualcuno andrà in tribuna, qualcuno giocherà e qualcuno andrà in panchina".
 Mourinho: che Cagliari si aspetta domani? Loro non hanno nulla da perdere, c'è qualche rischio in più?
"Il rischio sta nel fatto che loro sono una bella squadra, individualmente con qualità, perchè è facile individuare giocatori di qualità. È una squadra che collettivamente gioca molto bene ed è anche organizzata. Gioca senza senza la pressione che quasi tutti le altre squadre hanno. Infatti un terzo delle squadre giocano per obiettivi europei, un terzo per restare in serie A e le altre sono quelle che hanno più tranquillità. Questo è certamente anche merito loro perchè hanno i punti necessari per farlo. Non hanno paura di perdere anche perchè non hanno pressioni come altri. Guardo il Cagliari come una squadra globalmente di qualità e, dicendo così, parlo di giocatori, allenatore, staff e tutti quelli che fanno diventare un gruppo equilibrato. E secondo me loro sono una squadra equilibrata, difficile da affrontare per tutti, anche per le formazioni più importanti del campionato. Contro di loro sono sempre partite non facili".
Da un paio di mesetti il famoso rumore dei nemici non c'è più. Che cosa è successo?
"Non capisco molto questa cosa della quale stai parlando. Ho vinto 5 campionati e voglio il sesto, ho avuto sempre la stessa filosofia e ho seguito sempre la stessa strada. Quando arriva il momento della difficoltà, che arriva sempre nell'arco di un campionato, non c'è panico. Quando è il momento più facile, non voglio euforia. Vivere settimana dopo settimana mi dà tranquillità, emozione e adrenalina che servono sempre se vuoi giocare un calcio di alto livello. E sempre con un piede davanti e uno dietro perchè qualche volta c'è il rumore dei nemici , altre volte non c'è e si lavora meglio. Ma la mia esperienza mi dice che tutto finisce quando è finito matematicamente, il momento difficile arriverà sempre, la sconfitta arriverà come quest'anno in campionato è arrivata per due volte nel girone di andata. Questi momenti vanno vissuti con fiducia e tranquillità, di questo hanno bisogno i giocatori: tensione nel momento giusto e tranquillità. Questi ingredienti servono per disputare un campionato dove vince sempre il migliore, non come in Coppa Italia o in Champions League".
Se caso è stato, il caso Balotelli è chiuso?

"Per me non c'è stato. Per me ha giocato, ho fatto un cambio per giocare con tre attaccanti con la Fiorentina per forzare un po' la situazione e provare a risolvere il discorso qualificazione dopo l'andata. Poi ho capito che la partita non era facile e mi piaceva il risultato di 1-0, l'1-1 no. E ho pensato che, tra la possibilità di segnare il secondo gol e quella di prendere la rete del pareggio, era meglio non rischiare. Ho voluto mettere un giocatore in più a centrocampo per tornare al rombo. Pandev era in campo da 15 minuti, Milito è Milito, e quindi ho tolto Mario, anche perchè mi ha dimostrato in quel momento che non era mentalmente disponibile per soffrire sino al limite. Semplicemente per questo. Non ho avuto riunioni con lui e non abbiamo parlato di questa cosa. Per me non ci sono problemi. Conosco i miei giocatori e lavoro con loro da un anno e mezzo e capisco che, quando arriva la difficoltà e dobbiamo andare a cercare energia dove non ne abbiamo, ce ne sono alcuni più disponibili a fare questo sforzo".
Balotelli, tempo fa parlando di Mourinho, ha dichiarato che si preoccuperà il giorno nel quale lei non avrà più nulla da dirgli...
"Ha ragione. Tra allenatore e giocatore, il giorno che non si parlerà più, è finita. Ha ragione".
Che cosa deve fare un giocatore per avere la fascia di capitano in una squadra?
"Non devo rispondere direttamente. Sono sempre stasto fortunato con i miei capitani e credo che, per una squadra, sia molto difficile avere successo senza un grande capitano. Al Porto, ad esempio, ho avuto un capitano (ndr.: Jorge Costa), che ora tra l'altro sta facendo l'allenatore già di Serie A e magari diventerà un grande allenatore, che è stato protagonista di un aneddoto che vi racconto. Stavamo disputando una partita nella quale, giocando veramente male, stavamo perdendo uno a zero al termine del primo tempo. Prima di entrare nello spogliatoio lui mi cheise se potevo stare fuori due minuti che avrebbe voluto parlare lui ai suoi compagni senza di me all'interno. Chiaramente gli dissi di si e, nei due minuti successivi, ho sentito urlare, urlare, urlare, e ho capito che, quando sarei entrato, avrei dovuto solo parlare di tattica e dei cambi e di niente di più. Così ho fatto. Poi siamo tornati in campo e abbiamo vinto 2-1 e lui, che non aveva mai segnato perchè era un difensore, ha segnato due gol sul campo del Belenenses. Ho sempre avuto capitani importanti che hanno fatto molto bene, mi interessa solo questo e nulla più".
Ieri, alcuni giornalisti, hanno interpretato un discorso fatto nella conferenza stampa di presentazione di Mariga come un richiamo ai giovani, ad esempio a Balotelli e Santon. È l'interpretazione esatta?
"L'interpretazione è che sono andato a prendere mio figlio che giocava a pallone con i suoi amici e tanti genitori mi hanno ringraziato per quello che avevo detto perchè tutti i figli erano tornati a casa chiedendo loro che cos'era un neurone. Questa è stata una contribuzione alla cultura dei bambini di 8-9 anni, niente di più. Qualche volta si deve approfittare della nostra posizione davanti ai media per dire qualcosa che possa contribuire alla cultura dei bambini (ndr.: sorride). Loro non avevano capito e volevano sapere cosa significava quella parola difficilissima".
Come sta Julio Cesar? Giocherà domani? E Balotelli come si è allenato?

"Julio Cesar sta bene e gioca. Balotelli si è allenato bene, come fa di solito. Con impegno? Con il suo impegno che è un impegno normale e positivo, non posso dire negativo. Magari meno di qualcuno che per natura ha un modo diverso di allenarsi, ma in un modo positivo. Altrimenti non sarebbe stato convocato. Quattro giocatori sicuramente in campo domani? Julio Cesar, Cordoba, Samuel e Milito".


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