Eto'o: "Concentrati per una gara difficile"

Domani c'è Inter-CSKA, andata dei quarti di finale di Champions League, e oggi, alla vigilia, oltre al mister Josè Mourinho di cui analizzeremo le dichiarazioni nelel prossima news, ci è andato l'attaccante camerunense Samuel Eto'o. Il numero 9 neroazzurro si sofferma sulla gara di domani sottolienando le tante difficoltà che ha questa sfida, infine rivolge più di un pensiero a Mario Balotelli e parla della sua condizione fisica. Ecco le sue dichiarazioni integrali.
Eto'o: conosce il Cska Mosca o qualche calciatore del Cska?
"Conosco Marc Gonzalez, perché ha giocato nella Liga spagnola, ma in generale credo che, arrivati a questo punto della competizione, bisogna fare attenzione a tutti i calciatori e bisogna avere molto rispetto per tutti gli avversari; questo è una partita 'capitale' per entrambi i club e bisogna avere molto rispetto per tutti gli avversari".
Eto'o è stato l'autore del gol-vittoria a Londra contro il Chelsea, dove l'Inter ha probabilmente disputato la miglior partita della stagione: domani sera bisogna riproporre quel tipo di gioco e di mentalità per superare il Cska?
"La partita di Londra è stata una buona partita, la squadra ha fatto una buona partita, ma io spero, per noi, che quella non rimarrà la nostra miglior gara di tutta la stagione perché noi siamo nei quarti di finale della Champions League e noi, già domani, abbiamo la possibilità di fare una grande gara. Quindi spero che la partita di domani sera sia ancora migliore rispetto a quella di Londra. È vero, io ho segnato il gol a Londra, ma voglio sottolineare il lavoro di tutta la squadra. Io credo che, senza la forza di tutta la squadra non avrei potuto segnare quel gol. E quando parlo di forza di tutta la squadra io non parlo soltanto dei compagni che hanno giocato, ma anche del nostro allenatore, delle scelte che lui ha fatto, e dei nostri tifosi che ci hanno seguito a Londra per essere al nostro fianco".
Non vi sembra un po' strano anche a voi calciatori di non trovare Mario Balotelli nel gruppo dei convocati?
"I giornalisti devono comprendere che il gruppo è superiore a qualsiasi calciatore. E Mario ha solo 19 anni. E tutti noi dobbiamo sempre comprendere che il gruppo è la cosa più importante. Anche se io, personalmente, apprezzo molto Mario, dirò senza dubbi che domani non mi mancherà. Mario non mi mancherà. Io avrò i compagni che che vogliono giocare, io avrò i compagni che vogliono essere all'Inter. Amo Mario, lo amerò sempre, lo apprezzerò sempre, però questo è un momento veramente 'capitale' nel quale conta il gruppo. E il gruppo decisivo, a prescindere da qualsiasi calciatore. Se Mario vuol far parte del gruppo sa che cosa deve fare per essere nel gruppo, non deve essere il gruppo che corre dietro a Mario".
Ma che cosa deve fare Mario Balotelli per rientrare nel gruppo?
"Ieri ho parlato con Mario. È giusto che, quello che ho detto a Mario, non lo dica in pubblico. Rispetto a Mario ho dieci anni in più, tengo una bella esperienza, ma nel nostro spogliatoio ci sono tanti calciatori come Zanetti, come Materazzi, come Toldo: hanno tutti una certa età, una certa esperienza e, quando loro parlano con un giovane di 19 anni, questo giovane deve capire che, quello che gli stanno dicendo, è molto importante, perché non hanno comprato l'età che hanno. Noi abbiamo degli allenatori, penso ad esempio al signor Baresi che è qui con noi in sala stampa. Mario sa che cosa deve fare per essere nel gruppo. Ed è molto semplice. È inutile creare una polemica dove non c'è. L'Inter ha molti calciatori che possono giocare. Certo, Mario è importante per noi, sappiamo che può far parte di questo gruppo, ma non abbiamo bisogno di queste polemiche, di parlare o di leggere ogni giorno di Mario. Noi abbiamo solo bisogno di concentrarci e di giocare".
Prima della gara di Londra aveva dichiarato di aver sognato il gol decisivo...
"L'ho letto, ma non l'ho mai detto... ".
Va bene, va bene, ma per caso ha sognato in questi giorni di fare gol al Cska?
"La cosa più importante è preparmi bene alla partita, giocare mentalmente e in anticipo la partita e vi assicuro che la partita di domani non sarà facile. Tutti pensano che, siccome abbiamo vinto a Londra, dobbiamo vincere facilmente contro il Cska. Invece, non sarà così. La gara di domani sarà ancora più difficile della gara di Londra. Noi dobbiamo prepararci a questo. L'allenatore farà le sue scelte e noi dobbiamo concentrarci. Io spero di giocare e, se giocherò, spero di farlo al meglio delle mie possibilità. Noi dobbiamo cercare di conquistare il miglior risultato possibile per semplificare la partita di Mosca".
A livello psicologico, per l'Inter, è stato importante aver superato l'ostacolo degli ottavi di finale?
"È stato molto importante superare il Chelsea e qualificarci, ma io non posso fare confronti con il passato perché, come sapete, nelle passate stagioni non ero all'Inter. Faccio quindi le considerazioni in base a questa stagione e non cambio la mia opinione: domani abbiamo una buona possibilità di andare ancora avanti in questa competizione e dobbiamo fare di tutto per conquistare. Il 2-0 sarebbe il risultato ideale, ma anche una vittoria con un solo gol sarebbe già importante perché, in queste sfide, l'aspetto più importante è non prendere gol in casa, per non lasciare la qualificazione troppo aperta per la gara di ritorno in trasferta".
Quanto è stato difficile, per Eto'o, ritrovare la forma migliore dopo il rientro dalla Coppa d'Africa?
"Quando l'allenatore ha preso la decisione di mettermi in panchina è stato difficile per me perché, da qualche stagione, avevo l'abitudine di giocare sempre, ma la cosa più importante è sempre il gruppo, è avere uno spirito positivo, è sapere di non essere al meglio della forma, ma dare comunque il proprio contributo per portare avanti il gruppo. Ho parlato e discusso più volte con coach José e credo che, se avessi lasciato cadere le braccia in quel periodo, se non avessi reagito, certamente oggi non sarei al meglio della forma. Quindi posso dire che quel periodo mi è servito per tornare a un buon livello e poter giocare a livelli sempre più alti, perché mi piace giocare e perché mi piace giocare a un livello sempre più alto. Credo che questa sia la mentalità giusta che devono avere i calciatori che sono in un grande club come l'Inter o in un qualsiasi altro grande club".
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