Benitez: "L'Inter e io insieme per vincere ancora"

Dopo il breve allenamento mattutino è la conferenza stampa di Rafa Benitez ad aprire ufficialmente il 2010-2011 dell'Inter, una stagione che è ancora tutta un incognita in cui l'Inter sarà chiamato al difficilissimo compito di ripetersi dopo la tripletta di successi con cui ha chiuso il 2009-2010. E alle 12 di questa mattina è stato lo stesso Rafa Benitez ad iniziare il dialogo con i giornalisti con una breve introduzione alle mille domande che poi gli sono state fatte. Tanti gli argomenti trattati e dichiarazioni molto interessanti, la nuova avventura in Italia, il calciomercato, il Mondiale....
Ecco l'intervista integrale del tecnico neroazzurro.
"Siamo qui per fare ciò che tutto il mondo vuole fare: vincere con una società vincente e una mentalità forte. Ci saranno delle differenze rispetto allo scorso anno, ma l'idea è la stessa, lavorare tutti insieme e vincere sin dal primo giorno. Quello attuale è un nuovo progetto, un progetto che ha inizio con un nuovo allenatore, con una società che vuole ripetersi e fare le cose bene come è accaduto in passato. Ognuno ha le sue idee, ma tutto ciò che di buono è stato fatto in precedenza sarà mantenuto e se potremo imparare qualcosa di nuovo sarà ancora meglio. Faremo un allenamento aperto al pubblico nella giornata di domani, lavoreremo per l'80% con la palla, poi faremo dei test per valutare ogni giocatore e tutto ciò che si usa fare in Italia, unendole conle nostre conoscenze apprese in Spagna e in Inghilterra. Siamo disposti a imparare le idee e lo stile dei nostri giocatori".
Come sarà la nuova Inter di Rafael Benitez?
"Ripeto, ripartiremo da quello che di buono è stato fatto. Non solo la squadra, ma anche la società e i tifosi hanno una mentalità forte, simile a quella del Liverpool dove si lottava tutti insieme contro tutti perchè si trattava di una squadra importante, forte e tutte le altre volevano vincere contro di noi. Lo scorso anno, l''Inter ha giocato con un 4-2-3-1 nel finale di stagione, ma anche con un 4-3-1-2 e un 4-3-3. Come ci schiereremo quest'anno? Dipenderà dai giocatori, noi abbiamo un'idea ma dipenderà dalle caratteristiche dei nostri interpreti. Se potremo sviluppare il gioco sul possesso palla, perchè il nostro avversario è forte, lo faremo, se invece dovremo giocare con un altro schema, cambieremo. Ciò che conta è la mentalità della squadra e che ognuno sappia che cosa deve fare".
Rafael Benitez ha lavorato per alcuni anni al fianco Vicente Del Bosque, allenatore della Spagna neo campione del Mondo. Porterà qualcosa di questa Spagna o magari in Italia c'è già?
"Ho lavorato tanti anni con Del Bosque nel settore giovanile del Real Madrid e quando ho iniziato la carriera da allenatore, lui era il coordinatore del settore giovanile, ho lavorato con lui almeno 7 anni, sono stato anche suo assistente in prima squadra per quattro mesi. Lo stile della Spagna si basa sul possesso palla, sulla qualità dei giocatori e se noi potremo imitarli con i giocatori che abbiamo a disposizione, sarà una buona cosa. Sarebbe impossibile copiare interamente il loro modello perchè questo dipende dagli interpreti, ma per me è sempre importante ripetere ciò che qualcuno prima di me ha fatto bene. In questo senso, il calcio italiano è un calcio tatticamente buono, con dei protagonisti intelligenti, e se potremo fare un mix dei due stili, credo che la squadra possa diventare ancora più forte".
Come pensa di riuscire a mantenere così alta la mentalità di un'Inter che viene da un anno di vittorie importanti?
"Ho parlato con due o tre persone della società e tutti hanno questa mentalità: vogliono vincere e fare le cose nel miglior modo possibile. Il primo a voler tutto ciò è il presidente Moratti che vuole vincere subito, non vuole aspettare o cullarsi sulle vittorie passate. Questo, per me, è perfetto perchè anch'io voglio fare lo stesso. Marco Branca ha la stessa mentalità e ce l'hanno anche Zanetti, Milito, Eto'o, Cambiasso e Sneijder, giocatori con i quali ho parlato e che desiderano solo una cosa: vincere, vincere, vincere. I giocatori hanno questa mentalità e dovremo mantenerla".
Quanto è difficile iniziare la preparazione con un gruppo, consapevole che potrà perdere dei giocatori importanti come, ad esempio, Maicon?
"Inizieremo a lavorare con una parte di giocatori e altri arriveranno in seguito. Coloro che hanno giocato il Mondiale hanno almeno tre settimane di vacanze, questo significa che avremo meno tempo, ma non sarà difficile preparare il lavoro. Tutti i giocatori che sono qui sono giocatori dell'Inter. È normale che, in questo periodo, si parli di chi potrebbe essere ceduto o di chi potrebbe essere comprato. Noi dobbiamo saper aspettare, lavorare con i giocatori che abbiamo e preparare la nuova stagione con le stesse idee. Se dovremo acquistare o vendere qualche giocatore, questa è un compito della società, di un direttore sportivo come Marco Branca e di un presidente come Moratti. Loro lavorano in questo senso e noi lavoriamo in campo, la mia responsabilità è lì".
Per Benitez, Mario Balotelli è incedibile? Ha già parlato con il giocatore?
"Oggi ho incontrato i calciatori e ho salutato anche Balotelli. Io voglio conoscere tutti i giocatori personalmente. Credo che Mario sia un importante, un giocatore alto livello, ma prima voglio parlare con lui e conoscerlo, poi vedremo, ma i giocatori di qualità sono buoni per ogni squadra".
Quali sono i giocatori importanti in quest'Inter?
"A questo livello lo sono tutti, ma a proposito di Mario, ripeto, voglio conoscerlo bene, conoscerlo in campo, vedere come lavora e capire la sua mentalità. Poi parleremo con la società".
Come si sente Benitez dovendo ripartire da una stagione di grandi vittorie per l'Inter? Si tratta di un'eredità pesante considerano che alcuni interpreti della stagione passata potranno essere ceduti ad altre squadre?
"Abbiamo più giocatori dello scorso anno perchè alcuni sono rientrati in nerazzurro dai prestiti e ci sono dei giovani aggregati provenienti dalla Primavera. Quando si gioca un Mondiale, il mercato degli acquisti è sempre un po' lento, ma noi abbiamo fiducia di poter fare le cose delle quali la squadra ha bisogno. Io sono contento di essere qui perchè l'Inter è una squadra con una grande mentalità, con giocatori di qualità".
Benitez ha chiesto l'acquisto di qualche giocatore in particolare?
"In Inghilterra ero un manager, qui sono un allenatore. Ognuno di noi ha un'opinione diversa dei giocatori, ma la squadra ha un direttore sportivo e un presidente che hanno la responsabilità in questo ambito. Loro fanno il loro lavoro, io devo concentrami e lavorare con i giocatori che abbiamo a disposizione".
Ad oggi, Wesley Sneijder è un giocatore da Pallone d'Oro?
"È difficile dirlo, ricordate che io sono spagnolo... (ndr.: sorride). Sono contento per la vittoria della Spagna, mi dispiace per Wesley che aveva fiducia nel vincere della finale Mondiale. Per me, non sarebbe facile decidere a chi assegnare il Pallone d'Oro perchè ho tanti amici in Spagna, ma è innegabile che Sneijder abbia disputato un grandissimo campionato. Non posso dire di più perchè i miei amici ci resterebbero male".
L'anno scorso uno dei punti di forza di quest'Inter è stato anche il lavoro fatto da Samuel Eto'o, che in alcune partite è diventato quasi un difensore aggiunto. Pensa di riproporre questo tipo di gioco? Ha già parlato di questo con il giocatore?
"Ho parlato prima con lui, adesso è in vacanza, poi parleremo. Lo conosco da quando era nel settore giovanile del Real Madrid, avevo parlato con lui per avere un consiglio su un giocatore che io volevo per l'Extramadura, un difensore centrale, questo dieci anni fa più o meno. Ho un buon rapporto con lui: lui quest'anno ha fatto un grandissimo lavoro per la squadra, in una posizione che non è normale, quindi devo parlare tranquillamente, con calma, con lui, che è un giocatore davvero importante per noi, un attaccante di massimo livello, che ha fatto un lavoro da esterno importante per la squadra. Se possiamo fare le due cose, vedremo, dipende dalla squadra, ma questa è una cosa di cui devo parlare tranquillamente con lui, ho fiducia nella sua qualità".
Benitez è un canterano, conosce perfettamente il mondo della cantera spagnola e conosce bene anche quello inglese. Noi come Italia abbiamo perso malamente il Mondiale, adesso si parla di ringiovanire attraverso i vivai. Ci può dire quanto è difficile secondo lei costruire un settore giovanile come quello del Barcellona e del Real Madrid, o come quello che lei aveva al Liverpool?
Benitez è un canterano, conosce perfettamente il mondo della cantera spagnola e conosce bene anche quello inglese. Noi come Italia abbiamo perso malamente il Mondiale, adesso si parla di ringiovanire attraverso i vivai. Ci può dire quanto è difficile secondo lei costruire un settore giovanile come quello del Barcellona e del Real Madrid, o come quello che lei aveva al Liverpool?
"Questo discorso è uguale in Spagna, in Inghilterra e qui: vogliamo che i giocatori giovani vadano in prima squadra, al massimo livello, in Nazionale, però questo necessita tempo. Una cosa posso dire però: il settore giovanile dell'Inter è un settore giovanile forte. Perché? Perché quando ero al Liverpool e si parlava di giocatori, gli osservatori mi facevano sempre nomi di giovani dell'Inter. La qualità c'è, bisogna fare un po' di lavoro per conoscere questi giocatori, però penso che l'Inter abbia fatto davvero bene il suo settore giovanile. Per quanto riguarda l'Italia in generale, è più difficile da dire perché non conosco tutto. Guardando il Mondiale della Spagna, si sa e si vede che quei giocatori sono insieme da tanti anni, al Barcellona, al Real Madrid, nella nazionale under 21. È tutta una questione di tempo. Non è facile comunque fare tutto in un giorno. La Federazione italiana deve avere dei tecnici per fare tutto questo. Non credo che sia difficile ma quello che è difficile è arrivare al massimo livello. Tutti vogliamo vincere, tutti vogliamo i nostri ragazzi in prima squadra, però, come è successo a me quando ero nel settore giovanile, si vedono magari arrivare giocatori stranieri che sono a un livello superiore, e questo è il bello della competizione, devono giocare i giocatori che sono meglio. Per rispondere nello specifico su quella che è la situazione italiana, avrei però bisogno di più tempo".
In questi giorni si sta parlando molto in Inghilterra del fatto che Javier Mascherano possa chiedere di andare via dal Liverpool. Secondo lei potrebbe essere l'uomo giusto per dare qualcosa in più a quest'Inter? E poi, lei prima parlava del vivaio nerazzurro: tra i giocatori che all'epoca le avevano segnalato i suoi osservatori c'era anche Mario Balotelli?
In questi giorni si sta parlando molto in Inghilterra del fatto che Javier Mascherano possa chiedere di andare via dal Liverpool. Secondo lei potrebbe essere l'uomo giusto per dare qualcosa in più a quest'Inter? E poi, lei prima parlava del vivaio nerazzurro: tra i giocatori che all'epoca le avevano segnalato i suoi osservatori c'era anche Mario Balotelli?
"Tutti i giocatori di livello sono giocatori che l'Inter ha visto da prima: Mascherano è un giocatore che ha giocato per l'Argentina tanti anni fa, è un giocatore che tutti conoscono. Per me, a questo punto, come ho detto prima, la responsabilità è di Marco Branca e del presidente Massimo Moratti. Io voglio allenare con i giocatori che abbiamo qui. E Balotelli è uno di questi giocatori di livello, a me piacerebbe vederlo in allenamento, vedere la sua mentalità, la sua personalità".
Ha mai pensato, quando è stato chiamato all'Inter, ai rischi cui andava incontro nel prendere una squadra che ha vinto tutto?
"Se si vuole vincere bisogna avere una buona squadra. Io ho lavorato tanti anni per avere una squadra vincente a Liverpool e abbiamo vinto tanto, ma alla fine era chiara che c'era bisogno di fare un cambio. Questa è un'opportunità che penso sarebbe piaciuta a molti allenatori, essere in una squadra di livello che vuole vincere. Abbiamo la possibilità di giocare la Supercoppa di Lega prima e poi quella europea, quindi per un allenatore questo non può che essere molto importante, e io sono molto contento di questo, sono molto contento di essere qui".
Con chi ha visto ieri la partita della Spagna? E dove? Con chi ha festeggiato?
"Ho visto la Spagna in albergo, con lo staff. Poi dopo dovevo scrivere per un giornale spagnolo. Ho visto la partita tranquillo in camera: sono stati bravi, hanno fatto un buon campionato del Mondo, ne sono felice e lo sono anche per i molti amici che ho tra di loro".
Ha detto prima che al Liverpool era un manager, mentre qui deve fare solo l'allenatore. Che cosa cambia?
Ha detto prima che al Liverpool era un manager, mentre qui deve fare solo l'allenatore. Che cosa cambia?
"Il manager ha un po' la responsabilità di tutto, parla con i dirigenti della squadra, parla un po' di tutto. L'allenatore l'ho fatto in Spagna per molti anni, so che cosa devo fare, e l'allenatore ha più responsabilità in campo. Oggi la cosa più importante per me, in un momento in cui tutto è ancora nuovo, è conoscere le persone, conoscere i giocatori, tutte le persone che sono vicine alla squadra, devo essere concentrato in questo. E se devo concentrarmi solo su questo, ho più tempo, potrebbe essere meglio".
Anche se è un giocatore che non è ancora qui e ha appena detto che preferisce parlare dei giocatori che ci sono, Mascherano per la sua idea di calcio può giocare con Cambiasso?
"Io parlo di Cambiasso che è un nostro giocatore. Cambiasso è un giocatore molto intelligente, lui ha giocato con Stankovic, con Motta, con Zanetti: lui è un giocatore molto intelligente che può giocare con chiunque".
Si sente di dire che questo è il punto più alto della sua carriera? E poi, José Mourinho ha avuto molti problemi con il calcio italiano, Benitez che stagione vivrà da questo punto di vista?
Si sente di dire che questo è il punto più alto della sua carriera? E poi, José Mourinho ha avuto molti problemi con il calcio italiano, Benitez che stagione vivrà da questo punto di vista?
"Questa é una sfida, si tratta della squadra che ha vinto la Champions l'anno scorso, il campionato, la Coppa Italia. È una sfida meravigliosa per me. L'Inter è una squadra forte. Ho allenato al settore giovanile del Real e la seconda squadra, ho allenato al Liverpool che è una squadra fortissima. Il mio rapporto e la mia idea del Liverpool è di una squadra, di una società, grande. Più o meno possiamo parlare di un livello simile, la differenza è che io arrivo nel miglior momento della squadra, quindi è una bella sfida, vediamo. Quanto alla seconda domanda, capisco che si parli sempre dell'anno scorso, di Mourinho, una cosa che per voi giornalisti e i tifosi può essere importante. Ma io non voglio fare confronti, siamo diversi, per me quest'anno è una cosa diversa in tutto. Possiamo fare le cose che sono già state fatte bene, mantenere queste cose, ma se possiamo imparare qualcosa in più ancora meglio, ci tentiamo".
Ha detto che nell'anno del Mondiale il mercato è sempre un po' lento, però ha detto anche che ha fiducia nel fatto che si riuscirà a fare quello di cui c'è bisogno affinché la squadra si rinforzi. Secondo Benitez di cosa ha bisogno questa squadra per diventare ancora più forte?
"Non è facile rispondere, anche perché ora tutti i giocatori sono qui, a questo punto della stagione. Dipende dal mercato, se il mercato cambia, se qualcuno va via avremo bisogno di qualche arrivo, ma in questo momento tutti i giocatori sono qui e se rimangono qui saremo contenti, sarò contento. Se nessuno parte? Vediamo, ne parleremo con il mio staff, analizzeremo la cosa".
Quali sono i giocatori di questo Mondiale che l'hanno più impressionata?
"Per il mercato acquisti? (sorride, ndr). La Spagna mi ha impressionato, la Spagna ha fatto molto bene. Per me Iniesta ha fatto un bel campionato, è un giocatore di qualità, molto intelligente. Xavi è un altro giocatore molto importante, Villa ha fatto molto bene. Anche Sneijder ha fatto un buon campionato".
Se il presidente Moratti e Branca dovessero decidere di vendere Maicon, Balotelli e Sneijder, a Benitez andrebbe bene? E poi, Balotelli ha comunque dei problemi all'interno dello spogliatoio: non è una sfida in più cercare di fare una cosa che Mourinho non è riuscito a fare, ovvero far andare Balotelli d'accordo con il resto del gruppo?
"Come ho detto prima, la squadra ha gente che ha la responsabilità di queste cose. Comunque, la prima cosa per me è conoscere prima i giocatori e poi si può parlare di quello che hanno fatto o vogliono fare. Questa però, lo dico un'altra volta, è una responsabilità di altri e io sono contento così. Per quanto riguarda la seconda domanda, Balotelli è un giocatore di livello, è un giocatore che vuole giocare, che vuole vincere, e questo è sempre importante. A questo punto non mi rimane che andare in campo ad allenare e vedere che cosa possiamo fare. È possibile che quest'anno si cambi un po' l'idea dell'allenamento, che si faccia l'allenamento con il pallone ma che venga recuperata la gabbia, la palestra, che venga migliorato il lavoro con gli infortunati. Cambieremo un po' di cose. È possibile che di Balotelli sia contento e potremo vederlo in campo, a segnare molti gol".
Per gli acquisti, per esempio quello di Mascherano, ha pensato di consultare un polpo o basta parlare con Moratti?
"Un polpo? Il miglior polpo è quello galiziano: mia moglie è di Ourense, in Galizia, e il miglior polpo viene da lì. In vacanza in Sardegna ho parlato con lo chef dell'albergo e devo ammettere che però anche lui ha cucinato il polpo molto bene".
Che cosa l'affascina del nostro Paese, soprattutto dal punto di vista sportivo e calcistico? E poi, tra le rivali dell'Inter, chi secondo Benitez è più pericolosa? Milan, Juventus, Roma?
"Penso che valga lo stesso discorso di prima, ovvero che il mercato acquisti quest'anno è un po' lento. Dobbiamo aspettare e dopo si vede: queste squadre sono tutte molto forti ma è un po' presto per dire cose del genere. Quanto all'Italia, io parlo un po' italiano ma devo ancora impararlo bene. Lo parlo un po' perché con il settore giovanile del Real, con gli Allievi, con l'Under 19 ho avuto qualche occasione di parlarlo. Ho anche giocato il Viareggio, allora ho perso contro la Lazio, mi ricordo, 2-0. Penso che il calcio giovanile qui sia molto importante, che questi tornei siano molto importanti, ne ho fatti diversi e mi è quindi capitato di parlare italiano. E poi anche con i giornalisti italiani che si trovano in Champions League ci sono state diverse occasioni per parlare un po'. Cosa mi affascina del vostro Paese? Mi affascina un po' di tutto, perché è simile alla Spagna: la mentalità, la gente, è simile. Oggi ho avuto il primo problema con l'auto, perché la guida è dalla parte opposta rispetto all'Inghilterra. Quindi, quando sono arrivato all'auto, sono andato dall'altra parte e ho detto 'ma dov'è il volante?'. E poi per strada stavo rischiando di andare nella corsia sbagliata, ma ho visto un'auto e mi sono spostato. Faccio un po' fatica ma ce la farò: magari è meglio che però voi ed io si vada via in momenti diversi (sorride, ndr.)".
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