FANTASTICAINTER RIPARTE!!! DOPO QUASI 5 MESI DI ATTESA SIAMO PRONTI PER RIPARTIRE QUESTA VOLTA CON L'INTENZIONE DI NON FERMARCI PIU'.....VI ASPETTIAMO PER IL 29 MAGGIO CON LA FINALE DI COPPA ITALIA CHE SANCIRA' IL NOSTRO RITORNO UFFICIALE (ANCHE SE PRIMA CI SARANNO TANTI ARTICOLI DI AVVICINAMENTO AL MATCH). MA IL DEBUTTO DEL 'NUOVO' BLOG (RIVOLUZIONATO NELLO STILE E NELLA PROGRAMMAZIONE) AVVERRA' IN ESTATE CON UNA GRANDE SORPRESA DI CUI ANCORA NON POSSIAMO ANTICIPARVI NULLA....MA VOI TORNATE A SPARGERE LA VOCE, FANTASTICAINTER E' TORNATA!!!

Milano ormai è diventata la sua casa e divertendosi a girovagare per il capoluogo lombardo questa mattina Rafa Benitez è capitato nella sede de
La Gazzetta dello Sport dove ha rilasciato una breve intervista molto interessante per tutti i tifosi che vogliono saperne ancora di più sul simpatico uomo spagnolo venuto dall'Inghilterra. Si attende una vera
Rafavoluzione (Rafa Rivoluzione) per questa imminente stagione con un'Inter molto più offensiva che punta a vincere anche attraverso il bel gioco. Cambiasso spostato più+ avanti con Mascherano dietro, magari, è un modulo che varierà da 4-2-3-1 a 4-3-3. Infine parole di stima per Eto'o e Milito, un piccolo accenno al mercato e il breve racconto dell'esperienza inglese. Insomma unintervista davvero imperdibile che qui vi proponiamo integralmente:
"Non siamo ancora al completo, ma quei giocatori che ci sono, sono predisposti a fare ciò che chiedo. Vorrei vedere un’Inter diversa che gioca meglio a calcio, più alta e con più possesso palla, e questo mi è stato chiesto anche dalla stessa squadra. Ho visto l’Inter lo scorso anno ed era letale nelle verticalizzazioni. Quest’anno proveremo a tenere più palla. Si può giocare con un 4-3-3 o un 4-2-3-1. Vorrei portare Cambiasso più avanti, perché avere due centrocampisti difensivi significa abbassare troppo la squadra ed i reparti rimangono distanti. Eto'o? Ho parlato con Samuel. Un grande professionista e mi ha detto di essere pronto a fare il bene della squadra. In ogni caso, giocando più alti, lui dovrà coprire di meno in zona difensiva. Insegno calcio e mi piace parlare, far capire ai miei cosa si deve fare. Balotelli e Maicon? Come dice Luis Molowny, un vecchio dirigente del Real Madrid, aspettiamo e vediamo. I paragoni con Mourinho? Lo so, ma credo che a livello di gioco, si possa migliorare. Quello che vorrei fare è un progetto per il futuro dalle solide basi. Se lo incontrassimo in Champions? Voglio vincere; contro chi cambia poco. Ho rispetto per chi ha lavorato prima di me. Mourinho poi all’Inter ha trovato il buon lavoro di Mancini e a Londra, al Chelsea, di Ranieri. L'Italia? Qui ho trovato cose che mi piacciono. Un presidente che vuole costruire qualcosa di concreto. Vorrei restare molto tempo. Differenze tra Inter e Liverpool? Sono due realtà molto simili, abituate a combattere contro tutti. Perciò hanno dato vita ad una mentalità molto forte e vincente. A Liverpool ho fatto sempre la guerra insieme ai miei tifosi. Se c’è necessità lo farò anche qui. Rispetterò sempre l’avversario e soprattutto il tecnico avversario. So quanto è difficile questo lavoro. Già a 13 tenevo un quaderno con rose, statistiche e gol. A 16 giocavo ed allenavo i miei compagni. Quando giocavo in C, ero l’allenatore in campo. Papà mi diceva ‘Parla meno e segna di più’ . I miei idoli da ragazzo era senz’altro Beckenbauer. Da allenatore senza ombra di dubbio Sacchi, ma stimo molto Capello e Ranieri. I giovani? E’ chiaro che proveremo a lanciarli. Tutti dicono di voler farli giocare, ma in realtà pensano solo a vincere. In Spagna fanno entrambe le cose: Lì è più facile. Il Barcellona ha però aspettato tanto. Al Real è dura. In Inghilterra c’è pazienza. Io dicevo di cercare i ragazzi di cuore, ma di Raul, Gerrard e Rooney ce ne sono pochi. Nessuno scudetto in Inghilterra? Al mio primo anno feci 82, un record per i Reds. Tre anni dopo ne feci 86 e lo United a 90. C’erano 100 milioni di differenze tra noi e loro. Più di così... Il mercato delle avversarie? Questo è il calcio. C’è crisi. Chi temo? Non faccio nomi. Il mio modello in Europa è il Barcellona, qui in Italia è l’Inter. Milito? Il mio pupillo sin dai tempi di Saragozza. Pellegrino me ne parlava sempre”.
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