FANTASTICAINTER RIPARTE!!! DOPO QUASI 5 MESI DI ATTESA SIAMO PRONTI PER RIPARTIRE QUESTA VOLTA CON L'INTENZIONE DI NON FERMARCI PIU'.....VI ASPETTIAMO PER IL 29 MAGGIO CON LA FINALE DI COPPA ITALIA CHE SANCIRA' IL NOSTRO RITORNO UFFICIALE (ANCHE SE PRIMA CI SARANNO TANTI ARTICOLI DI AVVICINAMENTO AL MATCH). MA IL DEBUTTO DEL 'NUOVO' BLOG (RIVOLUZIONATO NELLO STILE E NELLA PROGRAMMAZIONE) AVVERRA' IN ESTATE CON UNA GRANDE SORPRESA DI CUI ANCORA NON POSSIAMO ANTICIPARVI NULLA....MA VOI TORNATE A SPARGERE LA VOCE, FANTASTICAINTER E' TORNATA!!!

sabato 23 gennaio 2010

Mourinho: "Primi oggi e domani"

Domani andrà in scena il derby di Milano numero 201 ma la tensione è già altissima, in città il clima da stracittadina si sente già da giorni, i giocatori si sono allenati per tutta la settimana e adesso sono pronti a dare spettacolo nel derby più bello del mondo, perchè il più combattutto, il più sentito, il più stupefacente di tutti. Come sempre oggi verso le 13.30 Josè Mourinho ha tenuto la consueta conferenza stampa della vigilia, intrattenendo i giornalisti con la sua solita grande abilità dialettica. Senza alcun dubbio il tema principale è stato il derby di domani sera attraverso il quale si è arrivati a parlare degli infortunati, di Balotelli, di Ronaldinho, della  condiizone del Milan e della probabile formazione per la gara di domani sera. Ecco le sue dichiarazioni integrali.


Un suo commento sulla settimana di lavoro, dal momento che non ha avuto tutti i calciatori a disposizione. Quanto sono cambiate Inter e Milan rispetto al derby di andata?
"È stata una settimana normale, abbiamo sempre avuto 20 giocatori per allenarci, anche se con l'inserimento di cinque ragazzi della Primavera. Siamo quindi stati nelle condizioni di poter lavorare bene. È stata una settimana tranquilla nella quale abbiamo potuto lavorare senza problemi. Qualcuno sembrava che non potesse giocare, qualcun altro sì, però abbiamo lo stesso lavorato bene e avuto modo di studiare il nostro avversario. Sono soddisfatto, è una settimana che mi è piaciuta. Come sono cambiate Inter e Milan rispetto all'andata? Il derby di andata si è giocato solo alla seconda di campionato, l'Inter arrivava da un pari in casa, il Milan da una vittoria in trasferta, loro giocavano con una filosofia differente rispetto a quella di adesso, mentre l'Inter non ha cambiato tanto. Penso che abbiano tutti i loro giocatori a disposizione, forse non avranno Zambrotta e Pato, mentre la nostra sarà una squadra completamente diversa rispetto a quella dell'andata, un po' per infortuni un po' per l'impegno di Eto'o in Coppa d'Africa. Però, alla fine, Inter-Milan è un derby, quindi la classifica non è importante, anche se la differenza tra le due squadre fosse di 20 punti sarebbe sempre una gara speciale. Per questo il risultato di una gara come questa resta sempre un punto interrogativo".
Lei considera l'Inter superiore al Milan?
"Superiore è la squadra che è davanti in classifica, che ha più punti, e veramente superiore è la squadra che alla fine termina prima. Si può dire in un modo pragmatico che oggi, visto che abbiamo tre punti in più del Milan, siamo una squadra superiore e dopo, a maggio, la squadra che vincerà il campionato potrà dire con pragmatismo totale che è superiore alle altre perché ha vinto il campionato. Ma ripeto, nei derby non è importante chi è davanti o la differenza di punti o chi sembra stia giocando meglio, come neanche chi sembra favorito. È una partita con un grandissimo punto interrogativo, non è importante fare una valutazione del momento delle due squadre perché alla fine Inter-Milan sarà sempre un punto interrogativo".
Prima dell'infortunio di Chivu stava utilizzando il giocatore come laterale sinistro con continuità, mentre da quando non c'è è stato costretto a cambiare molto. Visto che il Milan su quella fascia ha giocatori di qualità e che spingono molto, come ad esempio David Beckham, sta pensando di rilanciare in quel ruolo Davide Santon o magari di adattare a quel ruolo un centrocampista come Sulley Muntari?
"Non rispondo a questa domanda perché, se esiste l'informazione e tutto quello che c'è intorno in modo più onesto o meno onesto, per fare informazione io dovrei fare contro-informazione. Non devo collaborare con l'informazione, mi piace lavorare con un tipo di informazione seria e pulita che si consegue in modo corretto, mentre se l'informazione è trovata in un modo che a me non piace sono costretto a fare della contro-informazione. Senza le bugie che non mi piacciono. Avrei potuto dare una lista dei convocati non vera, avrei potuto lasciare fuori dalla lista dei convocati Sneijder che aveva la febbre, e domani magari avrebbe invece giocato come per miracolo, ma io non gioco sporco. Lei mi può chiedere chi gioca terzino, punta, centrale, ma io non risponderò. Mi può fare tutte le domande che vuole, ma io non risponderò".
Parlando di questo tipo di informazione non corretta, fa riferimento a un certo tipo di pre-tattica fatta dal Milan?
"No. Io non parlo del Milan ma dei voyeur, di tutti quelli che ogni giorno vedo sugli alberi, sopra le auto, una testa spuntare, un binocolo di qua, un binocolo di là, e per questa ragione io non collaboro. Il Milan fa quello che deve fare e io non sono preoccupato di sapere chi di loro giocherà e chi no. Davvero non sono interessato a sapere queste cose, non mi preoccupano".
Anche il Milan ha degli assenti. Secondo lei queste assenze hanno pesi differenti?
"Delle assenze del Milan parla Leonardo, lui può dire se è più contento di giocare con Zambrotta e Abate, o con Zambrotta e Antonini, è lui che deve rispondere a questo. A me non piace non avere tutti i giocatori a disposizione e non mi piace avere qualche giocatore non al massimo del potenziale, ma questo è il campionato, questa è una stagione, e le stagioni sono così, e le squadre devono vivere così senza piangere sui propri problemi. Noi abbiamo i nostri, non parliamo più di Eto'o da quando è andato in Coppa d'Africa, l'ho fatto per la prima volta l'altro giorno agli Oscar del calcio, un po' per ridere e un po' per dimostrare a tutti che noi non siamo 'pirla' e che sappiamo perfettamente quando qualcuno arriva da dietro con il coltello e ha fatto quello che ha fatto. Non parlo di Eto'o nè dopo una vittoria nè dopo una sconfitta, è completamente dimenticato. Ed è meglio dimenticarsi anche degli infortunati e concentrarsi su quello che dobbiamo fare e sui giocatori a nostra disposizione. Avrò 18 giocatori della prima squadra per questa partita, e per questo ho lasciato i giovani a disputare le gare dei rispettivi campionati, però dopo torneranno da noi, abbiamo ancora problemi e un allenamento domani mattina e, se qualcuno dei miei non sarà in grado di andare in panchina, porterò uno di questi ragazzi che sono con noi già da 3-4 settimane e che sembra già siano giocatori della prima squadra".
È cambiata la sua considerazione del derby? Ne ha rivalutato l'importanza rispetto al passato?
"È una partita fuori dagli schemi perché tante volte è una gara senza logica, in questo caso stiamo parlando di due squadre che hanno solo tre punti di differenza. Se questo derby si giocasse con 20 punti di differenza forse questa partita potrebbe essere diversa. È sempre difficile fare un pronostico perché sono partite fuori contesto".
A Leonardo, che dopo il primo derby è stato molto contestato, va riconosciuta una certa maturità oppure pensa che debba fare ancora molta strada?
"Prima di tutto sono felice che sia andata così, e secondo è una prova di maturità sua e della sua società, perché ci sono società che al primo segnale di fragilità non riescono più a garantire all'allenatore le condizioni ideali per lavorare. Al Milan non è stato così, la società ha creato una situazione di protezione intorno a Leonardo, ora lui è felice e la società pure, e ora va tutto bene per loro. Quindi, merito di Leonardo e della sua società".
Considera l'anticipo di stasera tra Juventus e Roma ininfluente per la lotta scudetto? O lo scudetto è una storia a due tra voi e il Milan?
"Siamo in gennaio, manca ancora tanto alla fine del campionato, quindi così come la Roma ha perso tanti punti all'inizio della stagione e la Juventus negli ultimi due mesi, perché il Milan e l'Inter non potrebbero attraversare un momento di difficoltà? Per questa ragione è prematuro dire che Juventus e Roma siano fuori dalla corsa scudetto".
Secondo lei sarà una gara decisiva soprattutto in caso di vittoria dell'Inter?
"No. Se vince l'Inter saranno sei punti di distacco, e sei punti con oltre 45 a disposizione sono pochi. Ovviamente è diverso avere zero punti, tre punti o sei punti. È diverso un pari, una vittoria o una sconfitta, però non così tanto. Non sarà una gara decisiva". 
In questa settimana ha sentito il 'rumore dei nemici'?
"No. I nemici hanno giocato nel silenzio, in modo molto molto intelligente. Hanno giocato in un modo che mi fa dire con ammirazione che hanno giocato molto molto bene".

In questi giorni si è letto che Inter-Milan è il derby del mondo, il derby più bello. Secondo lei che cos'ha in più o in meno rispetto agli altri derby?
"Di quelli che ho giocato io, la cosa di più bello che ha, è il rispetto delle persone e la disciplina all'interno dello stadio, perché si tratta di due grandi rivali, rivali nella stessa città. Questo sarà il mio quarto derby di Milano, in tutti i precedenti c'è sempre stata disciplina ed educazione, rispetto senza alcuna violenza e questo è molto bello nella stessa città. Gli altri derby che ho giocato, tutti emozionalmente non meno forti di questo di Milano, o forse anche di più, però avevano a livello sociale la parola paura come incombente. Questa partita è davvero bella, mi ricordo la prima: devo riconoscere che ero un po' sorpreso di non vedere controlli della polizia e la gente che andava in giro per strada insieme con le sciarpe rossonere e nerazzurre. Questo, per me, lo rende un derby speciale".
La Lega e il Milan hanno un po' cambiato le carte in tavola rispetto al calendario in questa settimana. E poi c'è pure stato il ct Marcello Lippi che ha snobbato l'Inter. Mancanza di rispetto da parte loro o mancanza di potere da parte dell'Inter?
"Per me non è un problema, forse a Lippi non piace venire qua perché non è stato felice come allenatore dell'Inter. Forse venire alla Pinetina gli porta ricordi negativi, di un periodo della sua carriera che non è finito bene. Comunque, per me non è un problema se viene o non viene qua".
Arbitrerà l'internazionale Rocchi, cosa ne pensa?
"Nessun problema, prima della partita nessun arbitro è un problema per me. Prima di ogni partita io penso sempre che l'uomo del potere, il capo responsabile per gli arbitri, scelga chi gli dà fiducia e penso sempre che andrà a fare un grande lavoro, che l'arbitro andrà verso la gara con l'intenzione di fare bene, di non sbagliare, di essere bravo, e di uscire dal campo con orgoglio. Dopo la partita qualche volta invece esco con una sensazione diversa, sono arrabbiato e un po' frustrato, perché non capisco certe cose che accadono durante la gara. Ma prima di un match nessuno mi sentirà mai mettere pressione su un arbitro o dire che non mi piace, o dire che è tifoso del Milan, non entro in questo tipo di situazioni. Per me nessun problema, Rocchi è bravo e Collina che lo ha scelto è bravissimo. Solo mi auguro che vada tutto bene e che lui esca dal campo soddisfatto per il suo operato".
Quando sente dire che il Milan vi ha superato sul piano del gioco e dello spettacolo, questa cosa la infastidisce o la ritiene parzialmente vera. Insomma, cosa pensa?
"Non mi dà fastidio, ma ritengo che per poter dire una cosa del genere, ogni oltre dubbio, avrebbero dovuto segnare qualche gol in più perché noi segnamo di più e avrebbero dovuto vincere di più perché noi vinciamo di più e avrebbero dovuto avere qualche punto in più perché noi ne abbiamo di più. Questo per me è il vero spettacolo, vittoria, punti e gol. In questo momento noi abbiamo più vittorie, più punti e più gol. Se tra un mese ne avranno più loro e saranno davanti, sarò io il primo a dire bravi, sono riusciti ad essere meglio di noi e a dare più spettacolo. Ma ripeto, per me spettacolo è e sarà sempre segnare di più, vincere di più e stare davanti".
Che cosa le piace di più del Milan e che cosa teme del Milan?
"Io non temo niente di nessuno. E non è una gran preoccupazione per me. Ovviamente ho fatto, con scrupolo, il mio lavoro, certo non vado a fare l'ipocrita dicendo che non ho visto nessun video. Non mi interessa come gioca il Milan, ho svolto il mio lavoro con il mio staff, però in un modo assolutamente normale. È una squadra che sa cosa fa in campo, non è una squadra che entra e dice 'vediamo quello che succederà'. No, è una squadra che ha una filosofia di gioco, con dei movimenti che si vede essere il risultato di un duro lavoro, giocano in modo equilibrato, estremamente adattato alle caratteristiche dei loro giocatori. Sono una squadra e quando dico che sono una squadra è una attestazione di rispetto, la massima che si può rivolgere: non giocano come undici singoli ma come squadra, e noi li rispettiamo. Se un pari è un risultato buono per noi? No. Il risultato che mi soddisfa è la vittoria, solo la vittoria".
Con un pari comunque almeno manterrebbe la sua imbattibilità...
"Io non ho mai giocato per un record, per la mia imbattibilità. Pareggiavo in casa con il Siena e la squadra stava giocando in un modo pazzo, e io non ho fatto niente per terminare la gara con un pari e non lo farò mai. Lo ripeto, non mi interessa il record, e il giorno che il record sarà interrotto per me non sarà un dramma ma il giorno dell'orgoglio. Perché sarà il giorno nel quale potrò dire che sono 100 e non so quanto, o non so quanti anni, che non perdo in casa. Sarà giorno di orgoglio e non di un problema".
Come reputa il livello degli arbitri italiani?
"Sono arbitri bravi, adattati alla cultura del calcio italiano che è completamente diversa da quella degli altri paesi. Comunque sono arbitri di qualità, che sbagliano come tutti, ma che forse nelle ultime partite hanno sbagliato un po' di più. Però questo è il calcio e domani è un altro giorno, si dimentica tutto".
Credo che nessuno di noi si sarebbe aspettato qualche mese fa di vedere un Ronaldinho al livello attuale. Un po' più felice di giocare e a un livello un po' più simile a quello del Barcellona. Quello visto negli ultimi mesi è il vero Ronaldinho o si è trovato in condizioni particolarmente favorevoli per esprimersi a quel livello?
"Prima di tutto, sono felice che sia così perché lo conosco da tanto, sono suo amico e amico di suo fratello, sorridiamo sempre dopo una vittoria o dopo una sconfitta che sia. Dopo la partita c'è lo stesso rispetto e amicizia tra noi. Sono felice che sia tornato ad esprimersi come sa. Da fuori penso che sia merito del suo lavoro e di quello del suo allenatore, oltre che del momento della sua squadra. Certo che poi, il numero di gol che sta segnando, in una squadra che ha avuto 10 rigori di cui lui ne ha trasformati 7-8, in realtà diventa normale. In ogni caso, lui è un grande giocatore e il calcio ha bisogno di giocatori così, e se il calcio ha recuperato un giocatore così, meglio per tutti".
Che effetto le ha fatto sapere che Mario Balotelli è andato a seguire il Milan in Coppa Italia allo stadio?
"Mi ha fatto piacere, gli ho anche chiesto una relazione della partita... Io non ci sono andato, ci è andato lui, quindi gli ho chiesto la relazione della gara...".
Questa è una gara alla quale l'Inter non arriva al top della condizione. È meglio giocarla in maniera eroica o furba?
"È una gara alla quale l'Inter arriva nel top, nel top della classifica, che è la cosa più importante. L'Inter arriva prima senza dubbio e uscirà dal campo prima senza nessun dubbio. Questa è la cosa più importante, poi le partite si vincono sempre grazie alla fortuna, con furbizia, con organizzazione, con mentalità, con tutto. Ci vuole un cocktail di tante qualità tattiche, intellettuali. Ci vuole davvero un cocktail di tutto questo. Come ho detto prima abbiamo lavorato bene, abbiamo già iniziato le riunioni di lavoro per la preparazione della gara e sono fiducioso, mi sembra che stiamo bene".

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