Moratti: "Meriti a Mou e alla squadra, adesso sotto con il Bayern"
Ecco l'intervista rilasciata da Massimo Moratti dopo la vittoria neroazzurra a Siena, il presidente è sicuramente molto soddisfatto e felice per la conquista del diciottesimo titolo e ancora uan volta dopo tanti anni di sofferenza si vede ripagare tutti i suoi sforzi.Presidente Moratti, qual è stato il suo primo pensiero stamane quando si è alzato?
"Che volevo leggere i giornali, perché era piacevole l'idea di vedere qualcosa di positivo. Così è stato, e finalmente abbiamo tirato via un problema tra i tanti, uno dei tanti è stato risolto". Adesso è già tempo di voltare pagina?
"È decisamente già tempo di voltare pagina, ci sono solo pochi giorni prima dell'altra partita, quindi ora è bene concentrarsi su qualcosa che è molto importante come la partita di sabato".
Ieri, vedendo le lacrime di Mourinho a fine gara, ci siamo chiesti come fosse il caso di interpretarle, se come un segno di attaccamento o di addio. Lei cosa ne pensa?
"Nella vita bisogna interpretare tutto, ma non siamo obbligati. È anche un segno di grande umanità che ha dentro e di affetto nei confronti dei giocatori e del pubblico, direi che è una bellissima cosa, poi qualsiasi interpretazione diamo, quella che sarà la risposta alla nostra curiosità l'avremo comunque dopo la partita di sabato".
Qual è il messaggio più bello ricevuto in queste ore?
Qual è il messaggio più bello ricevuto in queste ore?
"Devo dire che sono stati tutti affettuosi, molto carini, anche da persone lontane, che hanno fatto complimenti sentiti e simpatici. Molti invece non ci sono stati e sono quelli che mi divertono di più. In generale, comunque, io trovo molto bella questa cosa perché soprattutto vedi che sono contenti, sono contenti anche gli altri, e questo è un fatto molto positivo".
C'è un po' di fastidio all'idea di rischiare di perdere Mourinho per fattori esterni all'Inter? Se lui decidesse di abbandonare l'Italia sarebbe infatti per un fastidio nei confronti del campionato italiano, non nei confronti dell'Inter.
"No, non c'è nessun fastidio. C'è l'adattabilità di ciascuno di noi a certe situazioni, c'è il fatto che lui è libero di poterlo fare essendo straniero, e ci sono tante cose, però non è detto che lo faccia, anzi. È divertente come situazione di dover sempre combattere, in Italia e particolarmente all'Inter. Il fatto di non avere mai il massimo della soddisfazione perché qualcuno cerca sempre di non dartela, e questo nella vita è un qualcosa che insegna molto e che ti fa anche piacere".
Condividi
0 commenti:
Posta un commento