Benitez: "Tutti insieme andiamo avanti"
Molti lo vogliono già fuori da Appiano Gentile, altri vogliono ancora aspettare un pò prima di processarlo, ma tutti, sicuramente, oggi si aspettano una grande prova da lui e dai suoi ragazzi. Dopo l'amara sconfitta nel derby, non ancora ben digerita, oggi l'Inter non può davvero più sbagliare. La Roma e la Juve continuano a vincere, il Napoli gioca in casa con il Bologna e il Milan è volato a +9(senza dimenticare la Lazio che però sempre tiferemo) e quindi se si vuol ancora credere nello scudetto a Verona si può solo vincere. E lo sa bene anche Rafa che, nonostante le parole di Moratti non lo dimostrino, oggi si gioca molto della sua permanenza a Milano. E allora andiamo a vedere le sue parole in conferenza stampa.Che gara attende l'Inter a Verona? Il Chievo è sempre riuscito a dare del filo da torcere ai nerazzurri.
"Lo sappiamo, così come sappiamo che sarà difficile, ma abbiamo voglia di vincere. E sappiamo che dopo il derby dobbiamo fare bene e migliorare. La cosa più importante è che tutti insieme dobbiamo lavorare sempre un po' di più, per risolvere tutti i problemi che abbiamo: proviamo".
Alla luce anche degli ultimi infortuni, è stato individuato che cosa non ha funzionato, anche a livello di preparazione?
"All'inizio abbiamo fatto tante riunioni per analizzare un po' tutto, abbiamo parlato con il medico, abbiamo parlato tutti insieme, siamo arrivati al punto di fare un'analisi un po' più individualizzata dei singoli giocatori per controllare maggiormente la situazione. Stiamo anche facendo un lavoro di prevenzione, ma quando una squadra perde dei pezzi è sempre difficile. Un po' come nel canottaggio, dove ci sono il timoniere e i vogatori. Si deve andare tutti insieme, ma se prima ne manca uno e poi ne manca un altro, è chiaro che c'è qualcuno che deve fare più sforzo, e quindi è sempre più difficile, con lo sforzo che sarà più pericoloso e rischioso. Adesso, infatti, noi non possiamo fare turn over, non possiamo fare cambi: sappiamo che è una situazione di difficoltà, con degli ostacoli nella corsa, ma dobbiamo continuare e guardare avanti. Abbiamo fatto, come ho detto prima, questa riunione con il medico e con tutti i preparatori atletici, e sappiamo che ogni giocatore ha bisogno di un lavoro specifico, ora dobbiamo farlo".
Rafa Benitez si sente in bilico o è tranquillo come una settimana fa?
"Io sono preoccupato perché perdiamo giocatori, cerchiamo di fare una squadra forte per ogni partita, ma non è facile quando si continuano a perdere giocatori. È chiaro che, dopo tutte le riunioni che abbiamo avuto tra noi, dopo aver parlato con il presidente ieri, sono tranquillo che siamo tutti insieme. Dobbiamo lavorare, adesso è un momento per andare avanti. È una corsa, tutti possiamo avere dei problemi: noi li abbiamo avuti all'inizio, aspetto che gli altri li abbiano un po' più avanti, così noi potremo andare avanti lo stesso".
Il presidente Moratti l'ha tranquillizzata?
"Il presidente sa che è una situazione difficile, perché qualche volta gli infortuni sono difficili da analizzare. Ma ieri, ad esempio, abbiamo perso Coutinho che non aveva fatto niente e che si è fatto male nel confronto con un compagno. Questo succede nel calcio e il presidente lo sa: sa che questo è il momento di essere insieme, uniti".
Benitez è convinto che questa sua pacatezza e cortesia possa pagare?
"Ho sentito parlare anche altre volte di questo. Io penso che per arrivare a Roma, come diciamo noi in Spagna, ci sono diverse strade, si può arrivare per una strada come per un'altra. Che cos'è Roma per noi? Vincere. Vincere cosa? La Supercoppa, la Champions, il Mondiale per Club, la Coppa Italia, il campionato. E noi, e quando dico noi intendo l'allenatore con il suo staff, siamo per esempio arrivati a Istanbul, ma essere arrivati lì vuol dire essere passati dai quarti, dalle semifinali, insomma, da tante tappe. Poi siamo arrivati in finale. C'è un cammino da fare, un cammino di rispetto e di lavoro, e noi siamo gente che rispetta, che lavora e che analizza. Se facciamo un errore, cerchiamo di cambiare. Se non lo facciamo, andiamo avanti. A questo punto, siamo tutti insieme, lavorando insieme. Dopo l'infortunio di Coutinho, ieri, ho visto Cambiasso un po' preoccupato e ho visto anche la faccia di altri giocatori preoccupati: ma tutti sanno che dobbiamo essere ancora più uniti di prima per vincere, perché loro hanno vinto prima e ora possiamo vincere lo stesso. Questa è l'Inter, una squadra grande, che ha vinto l'anno scorso, e tutti dicono che deve vincere sempre: noi sappiamo che abbiamo un'opportunità, iniziamo con il Chievo, una partita alla volta, e poi abbiamo il Twente, poi il Parma. Noi sappiamo che, giocando una gara alla volta, tutto può cambiare in solo una settimana".
Eppure, leggendo i giornali, sembra che le colpe siano tutte di Benitez, che viene accusato di qualsiasi cosa.
"Lo sappiamo, così come sappiamo che sarà difficile, ma abbiamo voglia di vincere. E sappiamo che dopo il derby dobbiamo fare bene e migliorare. La cosa più importante è che tutti insieme dobbiamo lavorare sempre un po' di più, per risolvere tutti i problemi che abbiamo: proviamo".
Alla luce anche degli ultimi infortuni, è stato individuato che cosa non ha funzionato, anche a livello di preparazione?
"All'inizio abbiamo fatto tante riunioni per analizzare un po' tutto, abbiamo parlato con il medico, abbiamo parlato tutti insieme, siamo arrivati al punto di fare un'analisi un po' più individualizzata dei singoli giocatori per controllare maggiormente la situazione. Stiamo anche facendo un lavoro di prevenzione, ma quando una squadra perde dei pezzi è sempre difficile. Un po' come nel canottaggio, dove ci sono il timoniere e i vogatori. Si deve andare tutti insieme, ma se prima ne manca uno e poi ne manca un altro, è chiaro che c'è qualcuno che deve fare più sforzo, e quindi è sempre più difficile, con lo sforzo che sarà più pericoloso e rischioso. Adesso, infatti, noi non possiamo fare turn over, non possiamo fare cambi: sappiamo che è una situazione di difficoltà, con degli ostacoli nella corsa, ma dobbiamo continuare e guardare avanti. Abbiamo fatto, come ho detto prima, questa riunione con il medico e con tutti i preparatori atletici, e sappiamo che ogni giocatore ha bisogno di un lavoro specifico, ora dobbiamo farlo".
Rafa Benitez si sente in bilico o è tranquillo come una settimana fa?
"Io sono preoccupato perché perdiamo giocatori, cerchiamo di fare una squadra forte per ogni partita, ma non è facile quando si continuano a perdere giocatori. È chiaro che, dopo tutte le riunioni che abbiamo avuto tra noi, dopo aver parlato con il presidente ieri, sono tranquillo che siamo tutti insieme. Dobbiamo lavorare, adesso è un momento per andare avanti. È una corsa, tutti possiamo avere dei problemi: noi li abbiamo avuti all'inizio, aspetto che gli altri li abbiano un po' più avanti, così noi potremo andare avanti lo stesso".
Il presidente Moratti l'ha tranquillizzata?
"Il presidente sa che è una situazione difficile, perché qualche volta gli infortuni sono difficili da analizzare. Ma ieri, ad esempio, abbiamo perso Coutinho che non aveva fatto niente e che si è fatto male nel confronto con un compagno. Questo succede nel calcio e il presidente lo sa: sa che questo è il momento di essere insieme, uniti".
Benitez è convinto che questa sua pacatezza e cortesia possa pagare?
"Ho sentito parlare anche altre volte di questo. Io penso che per arrivare a Roma, come diciamo noi in Spagna, ci sono diverse strade, si può arrivare per una strada come per un'altra. Che cos'è Roma per noi? Vincere. Vincere cosa? La Supercoppa, la Champions, il Mondiale per Club, la Coppa Italia, il campionato. E noi, e quando dico noi intendo l'allenatore con il suo staff, siamo per esempio arrivati a Istanbul, ma essere arrivati lì vuol dire essere passati dai quarti, dalle semifinali, insomma, da tante tappe. Poi siamo arrivati in finale. C'è un cammino da fare, un cammino di rispetto e di lavoro, e noi siamo gente che rispetta, che lavora e che analizza. Se facciamo un errore, cerchiamo di cambiare. Se non lo facciamo, andiamo avanti. A questo punto, siamo tutti insieme, lavorando insieme. Dopo l'infortunio di Coutinho, ieri, ho visto Cambiasso un po' preoccupato e ho visto anche la faccia di altri giocatori preoccupati: ma tutti sanno che dobbiamo essere ancora più uniti di prima per vincere, perché loro hanno vinto prima e ora possiamo vincere lo stesso. Questa è l'Inter, una squadra grande, che ha vinto l'anno scorso, e tutti dicono che deve vincere sempre: noi sappiamo che abbiamo un'opportunità, iniziamo con il Chievo, una partita alla volta, e poi abbiamo il Twente, poi il Parma. Noi sappiamo che, giocando una gara alla volta, tutto può cambiare in solo una settimana".
Eppure, leggendo i giornali, sembra che le colpe siano tutte di Benitez, che viene accusato di qualsiasi cosa.
C'è qualche accusa che l'ha fatta arrabbiare particolarmente o magari un po' sorridere?
"Noi siamo un gruppo di gente che lavora, che analizza un po' tutto. Voi sapete che noi lavoriamo e lavoriamo come la maggior parte degli allenatori che hanno esperienza. Quindi non è questione di cosa ha fatto questo o di che cosa ha fatto l'altro, perché sono 25 anni che lavoriamo e abbiamo vinto qualcosa. Noi sappiamo che c'è qualcosa che sta andando bene e qualcosa che va aggiustata. Lo facciamo, non è un problema per noi. Abbiamo esperienza e sappiamo che nel calcio ci può stare qualche momento di difficoltà, qualche ostacolo nel cammino: ma noi dobbiamo andare avanti. Sono convinto che se tutti lavoreremo insieme questa squadra vincerà".
È possibile che qualcuno non lavori insieme al gruppo?
"Penso di no. Come ho detto prima, se un vogatore è infortunato, gli altri devono lavorare un po' di più. Adesso è così. Mi aspetto che dopo, quando i giocatori infortunati torneranno, possa essere più facile per tutti e sarà più facile per noi gestire tutto questo".
Come sta Cambiasso? È pronto?
"Sì. Quando parliamo di un giocatore che è pronto fisicamente, magari gli manca il ritmo partita, ma questo è normale. Il ritmo dell'allenamento e della partita sono diversi".
Ma Benitez come fa a mettere in campo una formazione quando continuano a esserci così tanti infortuni?
"Sono tanti anni che lavoro e so che a volte è più facile e a volte è più difficile. Queste cose sono parte del calcio e parte del calcio attuale. Abbiamo visto che nel campionato italiano non stanno mancando gli infortuni, soprattutto nelle squadre che come noi giocano due volte alla settimana. Quando ci sono degli infortuni è perché possono succedere tante cose, noi dobbiamo analizzare tutto e fare un lavoro più specifico. Ma anche le altre squadre hanno infortuni, senza dimenticare che questa squadra è quella che ha fatto di più l'anno scorso e che ha iniziato prima quest'anno. E questo è stress psicologico e fisico che a volte si può pagare. Ma è chiaro che noi andiamo avanti. Perché se aspettiamo o ci fermiamo, non sappiamo cosa succede e di sicuro non vinciamo. Noi invece andiamo avanti e aspettiamo che un'altra squadra possa magari avere dei problemi, per poter passare davanti noi".
È possibile mettere in ordine di importanza le varie problemati che possono aver messo finora in difficoltà l'Inter?"Noi siamo un gruppo di gente che lavora, che analizza un po' tutto. Voi sapete che noi lavoriamo e lavoriamo come la maggior parte degli allenatori che hanno esperienza. Quindi non è questione di cosa ha fatto questo o di che cosa ha fatto l'altro, perché sono 25 anni che lavoriamo e abbiamo vinto qualcosa. Noi sappiamo che c'è qualcosa che sta andando bene e qualcosa che va aggiustata. Lo facciamo, non è un problema per noi. Abbiamo esperienza e sappiamo che nel calcio ci può stare qualche momento di difficoltà, qualche ostacolo nel cammino: ma noi dobbiamo andare avanti. Sono convinto che se tutti lavoreremo insieme questa squadra vincerà".
È possibile che qualcuno non lavori insieme al gruppo?
"Penso di no. Come ho detto prima, se un vogatore è infortunato, gli altri devono lavorare un po' di più. Adesso è così. Mi aspetto che dopo, quando i giocatori infortunati torneranno, possa essere più facile per tutti e sarà più facile per noi gestire tutto questo".
Come sta Cambiasso? È pronto?
"Sì. Quando parliamo di un giocatore che è pronto fisicamente, magari gli manca il ritmo partita, ma questo è normale. Il ritmo dell'allenamento e della partita sono diversi".
Ma Benitez come fa a mettere in campo una formazione quando continuano a esserci così tanti infortuni?
"Sono tanti anni che lavoro e so che a volte è più facile e a volte è più difficile. Queste cose sono parte del calcio e parte del calcio attuale. Abbiamo visto che nel campionato italiano non stanno mancando gli infortuni, soprattutto nelle squadre che come noi giocano due volte alla settimana. Quando ci sono degli infortuni è perché possono succedere tante cose, noi dobbiamo analizzare tutto e fare un lavoro più specifico. Ma anche le altre squadre hanno infortuni, senza dimenticare che questa squadra è quella che ha fatto di più l'anno scorso e che ha iniziato prima quest'anno. E questo è stress psicologico e fisico che a volte si può pagare. Ma è chiaro che noi andiamo avanti. Perché se aspettiamo o ci fermiamo, non sappiamo cosa succede e di sicuro non vinciamo. Noi invece andiamo avanti e aspettiamo che un'altra squadra possa magari avere dei problemi, per poter passare davanti noi".
"Noi abbiamo fatto una ricerca, e come detto prima, una riunione con il dipartimento medico, con i preparatori atletici, con le persone dello staff tecnico: abbiamo fatto un'analisi e, soprattutto quando si parla di infortuni muscolari, è chiaro che nessuno può dire che ci sia una sola causa, in Inghilterra, in Spagna o in Italia. Ogni caso è diverso e non ci può essere una sola causa. Poi, quando un giocatore è infortunato, è ovvio che ci sono delle conseguenze. Quando c'è una cicatrice, è ovvio che il punto è sempre meno elastico. Comunque, non si può parlare di una sola causa, sono tante. E ora noi lavoriamo insieme per cercare di risolvere i problemi e per non fare errori con i giocatori. Certo che poi succedono anche cose come quella di Coutinho ieri, che si è fatto male in un contrasto, e questo ovviamente non si può controllare. Le altre cose cercheremo di controllarle. Ma mettere in ordine le problematiche non è una cosa che devo fare io, tutti sanno che non è facile decidere qual è il problema più determinante".
Sui giocatori, è il caso di lavorare anche sulla testa oltre che a livello fisico? E poi, come mai in questo momento la squadra segna così poco?
"Come ho già detto, e come sanno anche i giocatori, stiamo facendo delle azioni per prevenire gli infortuni. Ma al di là di questo, i giocatori stanno facendo bene: nell'allenamento di ieri e dell'altro ieri la squadra ha fatto davvero molto bene, con intensità e senza nessun problema. Loro sanno che stiamo lavorando per migliorare e che quindi questo aspetto non sarà un problema. Per quanto riguarda i gol, vi chiedo: chi ha fatto più gol di tutti l'anno scorso? Milito. E Milito ora non c'è. È chiaro che se Milito non c'è e se Pandev, che è un altro attaccante importante, è stato un mese fuori, senza poter giocare, certamente non è facile segnare. Gli altri giocatori non sono giocatori che fanno 10 gol ogni anno, quindi è chiaro che alla squadra può mancare qualcosa in attacco. Dobbiamo quindi cercare di lavorare bene in attacco, perché comunque in difesa la squadra è forte: dobbiamo continuare a lavorare per poter essere forti sia in difesa che in attacco. Se poi vogliamo analizzare ancora le cose, ricordiamo che Milito ha avuto un'occasione contro il Brescia all'ultimo minuto e se lui avesse segnato, avremmo due punti in più. Contro il Lecce lo stesso. Non parlo del derby, ma solo così avremmo avuto quattro punti in più. Io, che è tanti anni che lavoro, penso: non mi fermo, andiamo avanti, così potremo vincere".
Ripensando al secondo tempo nel derby, con l'Inter che non riusciva a tirare in porta, è normale chiedersi che cosa stia succedendo.
"Non è così. Abbiamo tirato in porta tante volte, ma non in una buona posizione e per me, nel secondo tempo del derby, la squadra ha fatto un grande lavoro fisico, però abbiamo sbagliato la decisione di come attaccare una squadra che aspetta. La voglia c'era, perché nel secondo tempo la squadra ha attaccato e i giocatori hanno fatto il lavoro fisico di pressare e attaccare, ma abbiamo sbagliato il come farlo. E questo può succedere quando una squadra vuole vincere a tutti i costi e quindi ha un po' di ansia. E il derby ne è l'esempio: la squadra aveva un grande desiderio di vincere, ma la testa doveva essere un po' più fredda e capire. Noi abbiamo attaccato, attaccato, ma a volte lo abbiamo fatto dove non dovevamo farlo. Questo capita in tutte le squadre: quando la gente vuole vincere, vuole vincere, e pensa che deve vincere, perché magari si è in 10 contro 11, è sempre più difficile gestire la situazione".
Che tipo di lavoro state facendo per prevenire gli infortuni? E poi, domani ci saranno 11 giocatori indisponibili: Benitez sa già se recupererà qualcuno in vista della gara di Champions League?
"Per concludere il discorso di cosa facciamo e cosa non facciamo, lavoro di prevenzione lo facevamo anche prima, ora lo facciamo un po' di più, ma non dico altro, questa è una cosa che dobbiamo gestire internamente. Ne stiamo parlando con il medico e con i preparatori atletici, stiamo facendo quello che dobbiamo fare. Ci sono dei programmi specifici e qualcuno farà un lavoro ancora più specifico. Per quanto riguarda i possibili rientri, vedremo. Stiamo comunque parlando di giocatori dell'Inter, che hanno quindi un livello tale per cui possono vincere contro ogni squadra. Quindi, adesso andremo a Verona, con 11 in campo e 7 in panchina, poi vedremo. Ma ripeto: questa situazione di difficoltà che abbiamo ora, per noi deve essere una sfida per essere più forti e più uniti. Se vinciamo contro il Chievo e contro il Twente, nella prossima conferenza stampa non parleremo più di difficoltà".
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