FANTASTICAINTER RIPARTE!!! DOPO QUASI 5 MESI DI ATTESA SIAMO PRONTI PER RIPARTIRE QUESTA VOLTA CON L'INTENZIONE DI NON FERMARCI PIU'.....VI ASPETTIAMO PER IL 29 MAGGIO CON LA FINALE DI COPPA ITALIA CHE SANCIRA' IL NOSTRO RITORNO UFFICIALE (ANCHE SE PRIMA CI SARANNO TANTI ARTICOLI DI AVVICINAMENTO AL MATCH). MA IL DEBUTTO DEL 'NUOVO' BLOG (RIVOLUZIONATO NELLO STILE E NELLA PROGRAMMAZIONE) AVVERRA' IN ESTATE CON UNA GRANDE SORPRESA DI CUI ANCORA NON POSSIAMO ANTICIPARVI NULLA....MA VOI TORNATE A SPARGERE LA VOCE, FANTASTICAINTER E' TORNATA!!!

Ecco le parole di Josè Mourinho dopo Bayern-Inter, l'ormai quasi ex tecnico neroazzurro è molto emozionato e annuncia il suo addio cercando di spiegarne i motivi, inoltre elogia squadra e presidente:
"Se si può dire che sono più le possibilità che vada via che non che resti? Sì. Non è al cento per cento, ma io seguo nuovi stimoli, nuovi rischi. Sono entrato nella storia: voglio essere l'allenatore che vince tre Champions League con tre squadre diverse". L’addio prende forma: "La stagione finisce e vado in vacanza, però oggi devo pensare alla mia carriera. Voglio scegliere una nuova vita professionale. Il Real è l’unico club che si è interessato a me anche se non ho parlato con nessuno. Avevo promesso che lo avrei fatto dopo la finale. Ora ho dato tutto e per questa ragione mi sento libero di scegliere il mio futuro. Perché solo due anni? Abbiamo vinto tutto. Supercoppa e Intercontinentale per me non sono importanti. Ringrazio il calcio italiano, è stata una grande esperienza. E in questo momento il calcio italiano è campione del Mondo e campione d’Europa per club". E l’amore per l’Inter resta: "La squadra nerazzurra mi piacerà per sempre. Resterò sempre uno dell’Inter e se me ne andrò so già che l’anno prossimo giocherò contro. E a San Siro sarò a casa. Ma oggi Inter, interisti, la festa è nostra. Punto. Il mio rapporto con Moratti è stato sempre un matrimonio speciale. Mi aveva cercato già quando ero al Chelsea ma avevo rifiutato. Poi mi ha cercato ancora e ho accettato. Forse sapevo che ero l’uomo giusto per regalargli quel sogno. Non ho parlato con Florentino Perez, lo farò dopodomani. Se diventerò l’allenatore del Real sarà perché è un club che come me vuole vincere, e perché mi piacciono le sfide difficili. Per vincere non basta il nome o i soldi. Serve la mentalità di squadra.Sono felice per la nostra grande famiglia. Non ci sono parole, hanno dovuto aspettare 45 anni. E’ stata una Champions fantastica: Chelsea, Barcellona, il Bayern. Abbiamo preparato bene la finale qui a Madrid. Avevo paura solo di Van Gaal, perché lo conosco bene. Sa come sa caricare una squadra. E prima del match ha cercato di provocarmi calcisticamente dicendo che giocavo in difesa. Lui voleva giocare in contropiede, ma lo volevo anch’io. E noi siamo stati bravi a non perdere la nostra identità. Sapevo che avrebbero deciso anche i dettagli, i particolari, dei campioni, come le parate di Julio Cesar e i gol di Milito. Questa è una finale ed è una gioia incredibile per tutti gli interisti. Eto’o? È stato veramente fantastico: vuole sempre vincere, come attaccante, come portiere, come terzino. Ho voluto dare un minuto a Materazzi per premiarlo perché si è fatto sempre trovare pronto e perché era la sua ultima possibilità di giocare una finale di Champions. Milito è l'uomo delle finali, ma il merito è di tutti, da chi ha segnato gol decisivi a chi non ha giocato neanche un minuto, perché siamo una famiglia. .Del calcio italiano ho odiato il fatto di dover vedere molte partite dalla tribuna e di vedere che la mia squadra che aveva dieci punti di vantaggio finiva seconda, in un determinato periodo. Ma mi è servito per imparare a giocare sotto una pressione che c’è solo in Spagna e Italia. Ho molti più capelli bianchi ma sono migliorato".
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